CICLO DI INCONTRI AL TEATRO DUE
«Il teatro della Costituzione, valori e principi» è il ciclo d’incontri, a cura di Fondazione Teatro Due e Università di Parma, atteso dal 10 ottobre all’11 dicembre. Sul palco di teatro Due, relatori d’eccezione portano in scena la Carta fondamentale. Oberdan Forlenza, presidente di sezione del Consiglio di Stato, presidente di Fondazione Teatro Due, racconta le ragioni profonde dell’iniziativa. Il titolo evoca l’immagine di un capolavoro artistico su cui non vorremmo si chiudesse mai il sipario.
Qual è il teatro della Costituzione oggi? Viviamo un mutamento fisiologico nel declinarne i paradigmi fondanti o una vera crisi della democrazia?
«Di crisi della democrazia si parla dall’inizio del secolo scorso. Io, francamente, come cittadino mi sarei anche un po’ stufato. “Il tramonto dell’Occidente” di Oswald Spengler, libro famoso all’epoca, ha dato avvio a un pensiero intensificatosi negli ultimi anni. Quest’assestamento credo dipenda dal fatto che il mondo si è fatto più grande. Dall’eurocentrismo di un secolo fa è diventato, usando in senso positivo l’aggettivo, globale. Per via dello sviluppo e delle comunicazioni, certo, ma non scordiamo la fine di un sistema coloniale fin dal dopoguerra. Tutto questo sviluppa una dialettica più ampia, ponendo domande e profili nuovi. Negli anni Settanta, quando ero al liceo e poi all’Università, l’Europa di democrazia ne conosceva poca. E non solamente per il fenomeno dell’Est. Io feci manifestazioni per Grecia, per Spagna, per il Portogallo. Allora non nascondiamoci dietro una specie di nostalgia. Di cosa poi? Occorre la capacità di affrontare problemi nuovi. La democrazia non è sempre la stessa, cambia con l’assetto del mondo. Dobbiamo trovare il modo di affrontare tutto ciò proprio nei valori della Costituzione: benché siano passati ottant’anni, oggi più che ieri sprigionano la loro validità e attualità. Agganciamoci forte a quei valori, adeguati ai tempi attuali, che i nostri Padri Costituenti hanno scritto negli anni Quaranta. Per l’educazione civica a scuola, suggerisco di partire proprio dalla Costituzione, che tocca temi come la solidarietà, la dignità del lavoro, le pari opportunità. Ci sono articoli di una lungimiranza incredibile».
Il suo curriculum vitae è a dir poco notevole. Come è riuscito a far crescere passione e competenza, fino ai massimi livelli istituzionali, in una sorta di poliglossia di ambiti?
«Credo che nel percorso di ciascuno di noi ci sia un tasso di casualità non preventivabile. Sapevo dal liceo che mi sarei occupato di diritto. Avrei voluto fare l’avvocato, poi mi sono trovato a fare il magistrato per quarant’anni. Ho sempre frequentato il mondo della cultura in generale e il teatro in particolare. Il teatro specificamente è una grande passione. Ho anche scritto un libro: “Tre dialoghi sul teatro”. Frequento da quando avevo cinque o sei anni quello di prosa e dai quindici anni l’opera. La prima volta sono venuto a Parma nell’81, con alcuni amici, a sentire Alfredo Kraus al Regio. Il teatro fa parte della mia storia personale. In un ramo della mia famiglia c’era la proprietà di un teatro. Inoltre una mia prozia nubile ad un certo punto decise che io dovevo andare a teatro. Una volta le famiglie erano più raccolte, si pranzava insieme la domenica: venni adescato da lei con la promessa di avere cinquecento lire, all’epoca c’erano anche quelle d’argento, ogni volta che andavo a teatro. Dopo un po’ ha cominciato a piacermi, ma con qualche furbizia finsi di essere costretto, perché volevo capitalizzare. Il teatro è nel dna dei ragazzi napoletani. Sono coetaneo di Mario Martone. Il percorso di Mario, l’approccio al teatro, è come il mio: lo ricordiamo, ogni tanto quando, ci vediamo. Tutta la città di Napoli è molto teatrale. Nel 1996, come capo di gabinetto, con Veltroni Presidente del Consiglio e Ministro dei beni culturali, fondai quello che oggi si chiama Ministero della Cultura, scrivendo il decreto istitutivo nel ‘98. Poi ho gestito il Teatro di Roma come presidente per dieci anni. Mi sono dunque trovato ad occuparmi di questo mondo non solo come spettatore ma dal punto di vista istituzionale».
Possiamo dire che questo ciclo d’incontri operi una fusione delle sue due anime in un regalo alla cittadinanza?
«Sono molto orgoglioso di questa iniziativa. Di Parma mi hanno sempre colpito la ricchezza artistica, la tradizione teatrale e musicale. Diedi avvio alle celebrazioni verdiane e al Reggio Parma Festival. Ma la vera attrazione personale abbraccia un aspetto che Parma credo dovrebbe rivendicare di più: questa è la città di Guido Picelli e delle Barricate del 1922. Ho fatto un nome per tutti, ma penso alle tante storie, che vorrei conoscere meglio, di gente comune. Parma ha resistito al fascismo, difendendo i valori fatti propri dalla Costituzione. Non sono di Parma, ma come cittadino penso di avere un debito verso persone come Guido Picelli. Proprio a lui vorrei dedicare questa iniziativa».
Ci presenta i singoli appuntamenti?
«Docenti dell’Università di Parma introdurranno i vari conferenzieri. Tutti gli ospiti, per il percorso personale, la presenza nelle istituzioni, la preparazione giuridica e il lavoro che svolgono, credo possano dare un contributo aperto, facendoci capire da più punti di vista certi valori. La senatrice Elena Cattaneo parlerà della libertà di ricerca: il pubblico di Teatro Due la ricorderà per l’incontro coinvolgente, in epoca di pandemia, sulla ricerca scientifica. Gabriella Palmieri Sandulli, avvocato generale dello Stato, tocca il principio di pari opportunità nella Costituzione. Chi, meglio di una donna con un percorso lineare di studio e lavoro, può parlarci di un tema vissuto sulla propria pelle? Stefano Passigli, che ha insegnato per anni scienza della politica all’Università di Firenze, senatore e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ci farà riflettere sull’equilibrio dei poteri. Una delle virtù della democrazia è non avere mai un potere che sovrasti gli altri. Oggi si fa tanto parlare di parlamentarismo o di recupero della centralità del governo, del ruolo della Corte Costituzionale. Credo che l’assetto dato dal costituente sia perfetto. Il giudice è soggetto soltanto alla legge: valore giusto ed enorme. Tiziano Treu, già docente universitario, parlamentare, ministro del lavoro e presidente del Cnel, interviene “Per un lavoro dignitoso”. Spesso non si ricorda che la Costituzione mette in rapporto speculare libertà e diritto al lavoro. Ponendo un limite alla libertà d’impresa, vede al centro la dignità umana del cittadino. Filippo Patroni Griffi, ex presidente del Consiglio di Stato, giudice costituzionale, ci porta la voce della Corte Costituzionale sul principio di legalità dalla Costituzione all’Amministrazione. Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, affronta un tema cruciale: se vogliamo l’esercizio dei diritti non possiamo che passare attraverso il dovere di osservare le leggi. Sarebbe stato scontato far parlare Sergio Cofferati, già segretario generale della Cgil ed europarlamentare, di libertà sindacale. Qui affronta “Il valore della solidarietà”, un orizzonte più ampio che parte dal lavoro e al lavoro torna. Fin dalla Costituzione francese: nessuna comunità si regge senza fraternità. Io considero Luigi Ferrajoli il maggior filosofo del diritto italiano vivente e uno dei maggiori di tutti i tempi. Ha scritto libri fondamentali, moltissimo sull’eguaglianza. Rivendica una posizione attiva attraverso la realizzazione concreta di valori e principi della Costituzione. Nicola Piovani, musicista premio Oscar, dall’Università di Parma ha ricevuto la laurea honoris causa. Lui che ha lavorato magistralmente sulle Baccanti di Euripide, si addentrerà nella “Libertà dell’Arte” partendo dal suo personale vissuto. Un’occasione da non perdere per la città. Speriamo in un coinvolgimento di tutta la cittadinanza. Vorrei fare un appello, come cittadino, agli insegnanti, ai parroci: consigliate di partecipare a “Il teatro della Costituzione”, anche per porre domande. Occupiamoci della Costituzione, comprendiamola fino in fondo. Esprimiamo anche un pensiero diverso: la comunità vive di questo».
IL PROGRAMMA
10 ottobre
Libertà di ricerca dalla costituzione al laboratorio
Elena Cattaneo
Senatrice a vita
17 ottobre
Il principio di pari opportunità nella costituzione
Gabriella Palmieri Sandulli
Avvocato generale dello Stato
22 ottobre
L’equilibrio dei poteri
Stefano Passigli
già ordinario di Scienza della politica nell’Università di Firenze, senatore e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
28 ottobre
Per un lavoro dignitoso
Tiziano Treu
già ordinario di Diritto del lavoro, parlamentare, ministro del lavoro e presidente del Cnel
5 novembre
Il principio di legalità dalla costituzione all’amministrazione
Filippo Patroni Griffi
Giudice costituzionale
18 novembre
Il dovere di osservare la costituzione e le leggi
Giovanni Melillo
Procuratore nazionale antimafia
4 dicembre
Il valore della solidarietà
Sergio Cofferati
già segretario generale della Cgil ed europarlamentare
10 dicembre
Il principio di uguaglianza e le sue violazioni
Luigi Ferrajoli
Professore emerito di Filosofia del diritto nell’Università di Roma Tre
11 dicembre
La libertà dell’arte
Nicola Piovani
Musicista Premio Oscar
Gli incontri si svolgeranno alle 18 al Teatro Due, viale Basetti 12/A, Parma.
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