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La direttrice del Servizio di igiene

«L'influenza? Sarà pesante: meglio vaccinarsi»

«L'influenza? Sarà pesante: meglio vaccinarsi»

17 Novembre 2024, 03:01

L'influenza 2024? «Non sottovalutiamola: molto meglio vaccinarsi». Parola di Silvia Paglioli, direttrice del Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell'Ausl, che assicura: «Il vaccino copre tutti i ceppi attualmente circolanti».

Sono state 63.168 le persone che a Parma e provincia si sono sottoposte al vaccino e l'88,16% delle dosi sono state somministrate da medici di famiglia; il 2,54% dalla pediatria di comunità; l'1,42% dai pediatri di libera scelta; il 2,27% dai servizi di Igiene e sanità pubblica e il 2,48% dalle farmacie che hanno aderito alla campagna. Sul totale dei vaccinati, 44.346 sono persone dai 65 anni in su (copertura al 41,4% della popolazione di questa fascia di età). Nello stesso periodo del 2023, con 45.030 vaccinazioni effettuate la copertura vaccinale degli ultra 65enni era al 42,6%. Sempre sul totale dei vaccinati, 9.974 sono persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni (pari al 9,4% della copertura di questa fascia di popolazione) e 2.349 sono state somministrate a bambini o adolescenti. Contemporaneamente si continua a vaccinare per la prevenzione del Covid: dall'inizio della campagna vaccinale e cioè dal 7 ottobre sono state somministrate 16.815 dosi.

«Il numero delle persone vaccinate è lievemente inferiore all'anno scorso - continua Paglioli - ma c'è il tempo necessario per compensare. L'anno scorso il picco è stato tra Natale e Capodanno, altri anni invece l'influenza è stata tardiva e altri ancora la curva epidemica ha addirittura avuto un doppio picco. Il clima è ancora tutto sommato buono, ma poi quando si abbasseranno le temperature dovremo aspettarci una ripresa delle malattie a trasmissione respiratoria, in quanto le basse temperature favoriscono le infezioni proprio perché costituiscono un elemento che danneggia l'epitelio respiratorio. Senza dimenticare che quando c'è freddo si vive per la maggior parte del tempo al chiuso e questo aumenta le situazioni di contagio».

Ma si può già sapere che tipo di influenza dobbiamo aspettarci? «Sull'influenza e sulle infezioni respiratorie - prosegue Paglioli - c'è un'attività di sorveglianza che si chiama RespirVirnet. Nella nostra regione ci sono dei laboratori per la sorveglianza virologica dei virus respiratori. Per la nostra provincia il laboratorio di riferimento è il laboratorio di Igiene e Sanità pubblica del dipartimento di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma è diretto dalla professoressa Paola Affanni. La sorveglianza virologica quest'anno è iniziata dalla 46esima settimana del 2024 e quindi lunedì 11 novembre. A questo laboratorio arrivano sia i tamponi per la ricerca virologica di persone ricoverate che presentano situazioni gravi sia i tamponi eseguiti sul territorio da un'èquipe di 15 medici, sia medici di medicina generale che pediatri di libera scelta afferenti all'Azienda Usl di Parma.

Questa sorveglianza virologica è rivolta ai virus influenzali, al Sars-Cov-2 (Covid), al virus respiratorio Rhinovirus, ai virus parainfluenzali, all'Adenovirus, al Metapneumovirus e al Bocavirus. La sorveglianza virologica è rivolta a identificare precocemente nuove varianti che potrebbero portare ad un contagio massivo della popolazione, proprio perché nuove, per cui le persone non hanno ancora sviluppato adeguate difese anticorpali. Questo aspetto come si può capire è fondamentale: bisogna accorgersi prima di cosa sta circolando. Ecco perché la sorveglianza è così importante».

Nel laboratorio di Parma da maggio a settembre sono stati esaminati 60 tamponi, di cui 27 positivi ai virus influenzali, al Covid e ai parainfluenzali. E ora? «Da ottobre a oggi - risponde Paglioli - sono stati identificati virus influenzali, che però appartengono a ceppi contenuti nei vaccini, pertanto possiamo rafforzare l'invito alla vaccinazione, proprio perché dall'attività di sorveglianza abbiamo evidenziato che i ceppi contenuti nel vaccino potranno fornire adeguata protezione. A Genova è stata isolata la cosiddetta variante australiana, AH3N2, ma anche questa variante è un ceppo contenuto negli attuali vaccini, che quindi diventano uno strumento adeguato per prevenire i possibili virus che circolano in questo momento».

Il vaccino come prevenzione e protezione è consigliato prima di tutto alle persone fragili, «ma anche agli over 60, a tutti i portatori di patologie croniche, ai bambini dai 6 mesi ai 6 anni, alle donne in gravidanza, ai famigliari di soggetti ad alto rischio di complicanze, a tutto il personale sanitario, agli addetti ai pubblici servizi di primario interesse collettivo, al personale degli allevamenti e dei macelli, ai veterinari e agli addetti al trasposto degli animali».

La vaccinazione 2024 sta comunque andando come da programma: i tassi di copertura sono infatti paragonabili a quelli degli altri anni. «E siamo ancora in tempo per farlo - sottolinea Paglioli -. Anzi, i cittadini possono vaccinarsi per tutto dicembre e anche all'inizio di gennaio, proprio perché in alcuni anni abbiamo registrato picchi tardivi».

E come si fa a vaccinarsi? «Le modalità non sono variate rispetto agli altri anni - conferma Paglioli -: dal proprio medico, dai pediatri che hanno aderito alla campagna vaccinale, nelle farmacie aderenti, nelle pediatrie di comunità e all'Igiene pubblica dell'Ausl per coloro che svolgono servizi di primario interesse collettivo, come ad esempio le forze dell'ordine, gli operatori sanitari, i donatori di sangue o gli insegnanti».

Spesso sentiamo persone che dopo il vaccino lamentato malesseri che possono essere correlati alla vaccinazioni ma anche avere cause differenti: «Non si sono verificate reazioni avverse particolari al vaccino - assicura Paglioli -, per cui il consiglio per chi non si fosse ancora vaccinato è quello di richiedere la vaccinazione». Vaccino e non solo per affrontare l'inverno: «L'invito per i sintomatici e per coloro che hanno sintomi respiratori - conclude Paglioli - è quello di astenersi dal frequentare luoghi affollati e di indossare comunque la mascherina per evitare contagi».

Mara Varoli

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