PROTESTE
II primi 18 giorni del 2025 certificano un dato ormai noto: il trasporto su ferro è il grande malato cronico delle infrastrutture italiane e la provincia di Parma non fa eccezione, nonostante la Regione abbia puntato su un potenziamento.
Tra questi, la tratta Parma-La Spezia, sulla quale la Giunta Bonaccini aveva investito fondi importanti nell’ottica di offrire un servizio efficiente per gli utenti del trasporto su ferro.
Ricordiamo: a luglio del 2023, l’assessore regionale ai trasporti Andrea Corsini in visita nella montagna ovest aveva annunciato che la tratta sarebbe stata interessata (come è poi effettivamente avvenuto) da un potenziamento tale da garantire corse ogni 60 minuti; sulla Pontremoli/Borgotaro-Parma addirittura ogni 30 minuti, concentrati nelle fasce orarie ottimali per rispondere alle esigenze di lavoratori e studenti. Dovendo fare un bilancio, sentiti i viaggiatori, tra cui il Comitato Pendolari Pontremolese, le cose non vanno bene. Come detto, l’alba del 2025 è stata costellata da ritardi e soppressioni. «Tanto il 10 quanto il 14 gennaio sono stati cancellati i treni delle 7,09 verso Parma (si tratta del Regionale 19232, uno dei più utilizzati per studio o lavoro, ndr) – informa la portavoce del Comitato, Valentina Coffrini -. Ieri l’altro è stato soppresso anche quello precedente, il 19230 previsto a Borgotaro alle 6,08. Quello successivo delle 6,34, un Pontremoli-Parma, è arrivato con oltre 30 minuti di ritardo».
La spiegazione dei disservizi? Non cercate alla voce «sciopero». Trenitalia ha indicato, tra le cause, «problemi tecnici al materiale» (vedi box in pagina), nonostante si tratti di treni nuovissimi, cioè i Rock e i Pop. Frequenti, inoltre, i ritardi sulla Livorno-Milano.
«Pur essendo meno utilizzato dagli utenti della montagna, è un treno importante per i collegamenti interregionali ma accumula costantemente ritardi di 15-20 minuti. Sembrano pochi? Dipende dagli impegni che uno ha: sono più che sufficienti per sbilanciare l’agenda di un universitario, di un professionista o di un turista che deve raggiungere il capoluogo lombardo».
Ad aggravare il quadro, il fatto che per le ultime soppressioni per la tratta La Spezia-Parma non siano stati forniti bus sostitutivi, «lasciando a piedi gli utenti – denuncia la portavoce -, con l’attesa in stazione resa più che sgradevole per le pessime condizioni dei servizi igienici e della sala d’aspetto». Difficile peraltro chiedere i rimborsi. «Trenitalia aveva informato che dal 1° gennaio 2025 sarebbero stati automatici per i biglietti giornalieri digitali, ma così non è! Il rimborso automatico non è ancora stato avviato e se un utente va online per compilare il form scopre che causa “errore 0002” il servizio non è disponibile». Non è previsto, infine, il rimborso per gli abbonamenti. «E non è giusto», conclude Coffrini.
Monica Rossi
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