CIRCONVENZIONE D'INCAPACE
La donna che lo assisteva in casa. Ma anche il braccio a cui Mario (lo chiameremo così), 87 anni, si aggrappava quando andava in banca per prelevare soldi dal conto corrente. Denaro in contante che poi la badante riponeva dentro la propria borsetta. Un dettaglio notato dall'operatrice allo sportello, apparentemente di poco conto, ma diventato significativo con il passare del tempo. Perché quei passaggi in filiale sono diventati sempre più frequenti. Quasi 10mila euro prelevati nel giro di tre mesi e fino a 2.660 euro in un solo giorno: cifre mai ritirate dal pensionato in passato, nonostante il suo florido conto in banca e alcuni immobili di cui era proprietario. Così anomali quei prelievi che era stata una dipendente a segnalarli a una nipote di Mario, dopo aver telefonato a casa del pensionato sentendosi rispondere dalla badante e aver tentato - invano - di avere qualche spiegazione da lui. Che le aveva risposto di non ricordare nulla di particolare su quelle somme ritirate. Accusata di circonvenzione di incapace, la badante - 63enne, russa - ieri è stata condannata a 1 anno e 8 mesi e 300 euro di multa, otto mesi in più di quanto richiesto dal pm Rino Massari. Il giudice Alessandro Conti le ha concesso la sospensione della pena, oltre che la non menzione nel casellario.
Un uomo benestante, Mario. Ma sempre più fragile da quando se ne era andata la moglie, nel 2018. Lui e lei per tutta la vita e nessun figlio. Da anni la badante era entrata in famiglia, ma dopo la morte della donna avrebbe cominciato a gestire ogni aspetto della vita di Mario. Eppure, di quell'assistente tuttofare, nemmeno la nipote del pensionato, che si occupava degli affitti dei suoi immobili, conosceva il nome, perché lei si sarebbe rifiutata di fornire i propri documenti di identità.
Poco o nulla, poi, sapeva di cosa accadeva in quella casa o fuori, quando Mario usciva con la badante. Era stata la telefonata della dipendente della banca, agli inizi di ottobre del 2019, a raccontarle di quelle frequenti «visite» in agenzia di Mario in compagnia della donna. E soprattutto di quei prelievi così cospicui dal conto di cui peraltro la nipote era cointestataria. Insieme alla madre, sorella di Mario, era poi andata a trovare lo zio per cercare di capire cosa stesse accadendo, ma lo zio si era mostrato arrogante, tanto da cacciarla fuori di casa. Mentre la badante l'aveva anche invitata a togliere la sua firma dal conto, perché comunque era lei che provvedeva ad accompagnare Mario in banca.
Un uomo completamente diverso dallo zio che conosceva. Soggiogato da chi gli stava accanto: così le era sembrato. «Eppure è anche la persona che aveva fatto investimenti in titoli per circa 20mila euro con la stessa dipendente della banca che poi ha segnalato quei prelievi, ma prima non si era accorta di alcun deficit», ha sottolineato Massimiliano Buriassi, difensore della badante.
Lei che non si è mai fatta vedere in udienza. Nemmeno il suo avvocato è riuscita a contattarla in tutti questi anni. Ma anche Mario non ha mai saputo nulla del processo: se ne è andato nel 2020.
Georgia Azzali
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