ACCOGLIENZA
L'accoglienza dei migranti rimane uno dei temi più «caldi» sul fronte politico e sociale. Soltanto pochi giorni fa la Prefettura ha convocato una riunione invitando i sindaci del territorio, per prepararsi a nuovi arrivi (176 dall'inizio dell'anno, soltanto nel nostro territorio).
I dati del Viminale parlano chiaro e, come fanno notare diversi amministratori, testimoniano una crescita degli arrivi proprio da quando è in carica il governo Meloni. Altri invece sottolineano come il problema sia di respiro internazionale e che le «armi» a disposizione siano spuntate.
In ogni caso, i dati sui migranti accolti in Emilia Romagna dicono che nel maggio 2022, pochi mesi prima che entrasse in carica il governo Meloni, erano accolte 9.278 persone, un anno dopo (maggio 2023) si era passati a 11.591, superando quota 13mila nel maggio 2024, fino ai 12.490 di questo mese. Simile il trend nazionale. «Che gli arrivi siano aumentati esponenzialmente da quando è in carica questo governo è un fatto - conferma Michele Guerra, sindaco di Parma -. Lo dicono tutti i dati, locali e nazionali e su questo non può esserci discussione. Ora, il tema non è l’accoglienza, che dobbiamo continuare a garantire con dispiego di forze e soprattutto con dignità per gli accolti, come da più di due anni stiamo facendo in stretta e costante sinergia con la prefettura e gli operatori. Il tema è il naufragio di uno dei cavalli di battaglia di questo governo, utilizzato per mietere facili consensi e parlare alla pancia del Paese e umiliato alla prova dei fatti. Il fallimento delle politiche migratorie si riversa pesantemente sulle città e sui territori, lasciati soli e troppo spesso additati come responsabili di fenomeni di mancata integrazione e, nei casi più difficili, di criminalità. Noi gestiamo l’emergenza, ma a crearla sono altri».
Secondo Alessandro Fadda, presidente della Provincia e sindaco di Torrile, «le politiche adottate dal Governo in tema di immigrazione hanno lasciato i sindaci da soli a dover affrontare un problema che andrebbe gestito con azioni efficaci a livello nazionale. Non è certo tagliando le risorse e scaricando i problemi sugli enti locali che si può pensare di affrontare problemi di così grande portata. Ancora una volta i sindaci del parmense sono chiamati ad una grande azione di responsabilità, che sono certo non mancherà, per trovare soluzioni ai problemi e sopperire alle mancanze del Governo. Di questo parlerò con tutti i primi cittadini all’Assemblea dei sindaci convocata per mercoledì 4 giugno alle 12 a Palazzo Giordani. Se non ci saranno cambi di rotta da parte del Governo, saremo chiamati, tutti, ad un ulteriore sforzo».
Davide Malvisi, sindaco di Fidenza, è chiaro: «Come amministratori continuiamo a fare la nostra parte con senso di responsabilità, ma siamo sempre più soli. Le difficoltà non si risolvono tagliando fondi o voltandosi dall’altra parte. Come sindaci, ci troviamo a fronteggiare le emergenze create da altri, con il rischio di essere anche accusati per i problemi che derivano da questo vuoto istituzionale. È tempo che il Governo la smetta di usare l’immigrazione come leva propagandistica e inizi ad affrontarla come una responsabilità collettiva. Noi ci siamo, come sempre, ma non basta più».
Luca Musile Tanzi, sindaco di Salsomaggiore, sottolinea come i numeri dell'accoglienza, a livello comunale siano stabili (113 persone), in attesa di eventuali nuovi arrivi. Quanto ai dati nazionali «il centrodestra sta cercando di contrastare questo fenomeno con più decisione rispetto al centrosinistra, ma le «armi» a disposizione sono spuntate».
L.M.
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