DROGA
Albania-Italia e Italia-Albania. Andata e ritorno. Il sogno tricolore, ammesso che lo fosse, è tramontato presto. E per sua responsabilità, ben inteso. Bloccato poco dopo aver spacciato una dose di cocaina, aveva dovuto consegnarne altra nascosta in casa e poi era emerso che in un anno e mezzo si era dato da fare come pusher. Poco più di mezzo etto di droga sequestrata e una decina di cessioni, che prima l'hanno fatto finire in carcere e l'altro giorno davanti al gup: 20 anni, albanese, dopo l'accordo con il pm, ha patteggiato 2 anni e 2.200 euro di multa, ma la pena è stata sostituita con l'espulsione e il divieto di rientrare in Italia per cinque anni. Una possibilità consentita dalla legge per pene fino a 2 anni e con l'esclusione di alcuni reati. Il ragazzo sarà accompagnato alla frontiera, ma fino a quel momento rimarrà in carcere.
L'avevano intercettato il 23 gennaio scorso nella zona di via Emilia Est: nonostante la rapidità, lo scambio tra lui e uno sconosciuto non era passato inosservato. I carabinieri avevano fermato l'uomo che subito aveva consegnato la dose di cocaina: 40 euro, aveva spiegato di aver dato all'albanese. Di cui era cliente, visto che nell'ultimo anno e mezzo aveva acquistato almeno una decina di dosi allo stesso prezzo.
Così, i carabinieri erano tornati nel parcheggio dove poco prima i due si erano incontrati e avevano bloccato il giovane albanese. Addosso aveva otto dosi di cocaina (quasi 5 grammi) avvolti nel cellophane, e ciò sarebbe bastato per non avere dubbi, ma la perquisizione è ovviamente continuata anche a casa del ragazzo. Viveva nell'appartamento di un connazionale, che gli aveva affittato una stanza. E proprio lì, da una piccola cassetta di sicurezza chiusa con una combinazione, erano spuntati altri 38 involucri. Poco più di 50 grammi. Sempre cocaina.
G.Az.
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