Parma Calcio
Nel giro di un anno, Zion Suzuki ha già conquistato l'Italia e non solo. Da oggetto semisconosciuto e acquisto più esotico della serie A a uno dei portieri più richiesti d'Europa, la sua ascesa è stata costante, repentina e, in parte, anche sorprendente. Arrivato nel luglio 2024 dai belgi del Sint-Truiden per una cifra di 7,5 milioni di euro più 2,5 di bonus dopo aver rifiutato le offerte dalla Premier, ora vale almeno il quadruplo (secondo il noto portale Transfermarkt, è l'estremo difensore ad aver registrato il maggior incremento di 17,5 milioni nel 2024-25) e il prezzo è destinato a impennarsi ulteriormente nei prossimi mesi, con alcuni top club del Vecchio Continente (in ordine sparso, Bayern Monaco, Chelsea, Manchester United, Napoli, West Ham e Galatasaray) già in fila che, in tempi più o meno recenti, hanno tentato timidi approcci e sondaggi, tutti puntualmente respinti al mittente.
Volontà di restare
Perché ad oggi la priorità di Zion è continuare a giocare tra le fila del Parma nell'anno del Mondiale. Dove il classe 2002, nato a Newark negli Usa da padre ghanese e madre giapponese prima di trasferirsi a Saitama da piccolo, si è già qualificato in largo anticipo nel bel mezzo di una stagione più che positiva sul piano personale, in cui, all'esordio nel massimo campionato italiano, al netto di un inizio tra alti e bassi, è stato in grado di compiere una crescita esponenziale grazie anche ai consigli e ai suggerimenti del suo preparatore Nicola Pavarini, subentrato a metà febbraio sotto la gestione Chivu.
Esplosivo e reattivo
Forse l'anello mancante per far risaltare appieno l'enorme potenziale del numero uno della Nazionale del Sol Levante, dotato di un fisico ben strutturato, di una notevole esplosività tra i pali e di una buona tecnica di base che nel calcio moderno può fare la differenza. E poi ci sono i numeri e le parate a elevarlo tra i migliori nel suo ruolo: considerato chi è nato dal 2002 in giù, nei cinque principali campionati europei nessuno vanta più interventi (100), tra i quali resta impresso nella memoria di tutti quello mostruoso a togliere dalla porta, con un eccezionale colpo di reni, il tap-in da pochi passi di Salah-Eddine contro la Roma al Tardini. E ancora le super prestazioni di Torino nella prima partita del 2025 oppure alla penultima giornata contro i futuri campioni d'Italia del Napoli, quando si rivelò un muro invalicabile in più occasioni, soprattutto, su Adams, Linetty e McTominay. Istinto puro e riflessi da felino che non gli hanno impedito di incassare 53 gol in 37 partite, un dato che, se saprà confermare il rendimento nella seconda parte del torneo, potrà solo calare in futuro.
Maturazione
Suzuki si è mostrato impermeabile alle critiche che lo avevano toccato, soprattutto, nelle prime uscite: l'errore di posizionamento al debutto contro la Fiorentina, costato il pareggio di Biraghi su punizione, scaturita peraltro da una sua uscita avventata fuori area e ancora di più la contestata espulsione di Napoli denotavano una certa irruenza che poi tornò a presentare il conto in occasione della trasferta a San Siro col Milan e di quella spinta scriteriata e gratuita ai danni di Pavlovic subito tramutata dal Var in un rigore tanto netto quanto decisamente evitabile. Piccoli difetti di gioventù e comunicazione, ma il lavoro intrapreso durante l'anno ha permesso via via di correggere il tiro e sistemare le imperfezioni attirando le attenzioni di diverse società anche dall'estero.
Strada tracciata
Tuttavia, il futuro sembra essere delineato e lo ha ribadito a chiare lettere anche l'ad Federico Cherubini: a meno di clamorose offerte irrinunciabili, Suzuki continuerà il suo processo di maturazione a Parma, alla ricerca della seconda salvezza consecutiva e della definitiva consacrazione, prima di spiccare il volo verso una carriera luminosa e di altissimo livello.
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