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INTERVISTA ALL'ATTORE PARMIGIANO

Giuseppe Gaiani: «Emozionante essere a Venezia»

Giuseppe Gaiani: «Emozionante essere a Venezia»

28 Agosto 2025, 03:01

Venezia «È la mia prima volta assoluta alla Mostra del Cinema di Venezia. Da ragazzo mi sono detto: ci andrò solo con un film». Un sogno di gioventù che il parmigiano Giuseppe Gaiani, uomo dalle molte vite e dalle altrettante risorse, ha realizzato ieri, entrando sul red carpet («emozionato e felice») dalla porta principale: interprete, bravissimo, puntuale e sensibile, de «La grazia» di Paolo Sorrentino, nel ruolo di Lanfranco Mare, un generale degli alpini vicino al presidente Toni Servillo.

Come nasce la tua partecipazione a questo film?

«In maniera molto semplice: l'agente mi ha proposto, ho fatto il provino ed è andata bene: così mi ha visto Paolo. Posso dirti che è stato un incontro fantastico: abbiamo avuto un feeling enorme sin da subito, ho avuto un rapporto fantastico con lui. Ci vogliamo proprio bene. Uso molto raramente la parola artista, ma lui lo è. Uno straordinario visionario, con un grandissimo amore per il cinema e una concentrazione enorme sul set: gli attori sono i colori della sua tavolozza. Ma ero già convinto da prima: appena ho letto la sceneggiatura ho detto, “che meraviglia”».

Reciti fianco a fianco con Toni Servillo, un gigante: come è andata?

«Benissimo: lui è sincero nel suo essere, è una persona vera. Un collega fantastico, serissimo da tutti i punti di vista. Ma anche molto divertente. Ci siamo trovati».

Musicista, promessa del teatro, poi, dopo una pausa lunga 25 anni, il ritorno: e adesso il film che inaugura la Mostra di Venezia. Una storia incredibile la tua...

«Volevo fare l'attore da quando avevo 6 anni: i miei genitori mi hanno iscritto al Conservatorio, ma la mia natura era quella. Ho studiato con Claudia Giannotti, l'attrice ronconiana per eccellenza e a 17 anni bussavo alla porta di Suso Cecchi D'Amico. Poi a 27 ho detto no al Piccolo Teatro. E ho abbandonato la recitazione».

Perché?

«Non volevo avere i vizi di chi recita per mestiere o per viverci: non volevo diventare una routine».

Ora però sei lanciatissimo...

«Ma guarda ti posso dire che sono veramente felice: ho tenuto tutto chiuso per tanti tanti anni. Adesso invece ho scritto anche un soggetto e mi aspetta un altro film, «Alla festa della rivoluzione» di Arnaldo Catinari. È davvero un momento molto bello».

fil.m.

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