FIDENZA
Da alcuni mesi si aggirano in città alcuni personaggi molesti che sporcano, espletando i loro bisogni corporali nelle strade, nei parchi, incuranti di bambini e famiglie. Dormono sulle panchine e nelle fioriere di alcune attività commerciali e, addirittura, mercoledì pomeriggio, uno di questi, sarebbe stato protagonista di autoerotismo in una strada del centro storico.
In una chat dedicata, commercianti e cittadini, indignati, hanno segnalato con messaggi e fotografie questo soggetto «all’opera», allertando anche i carabinieri.
Il consigliere di Fratelli d’Italia, Daniele Aiello, ha parlato di un fatto gravissimo e inaccettabile. «Ma dove sono i controlli in tutto questo? Possibile che neanche nelle ore diurne si riesca a organizzare una pattuglia di polizia locale a piedi che vigili sul centro storico? È inaccettabile che una comunità intera debba convivere con problemi di ordine e degrado mentre il sindaco e la sua giunta scelgono la strada del silenzio e della propaganda».
Subito è arrivata la replica dell’assessore alla Sicurezza, Marco Tedeschi.
«Le due persone segnalate dai commercianti e da alcuni cittadini del centro storico sono già note all’amministrazione comunale. La situazione è seguita dai servizi sociali, dalla polizia locale e dalle altre forze dell’ordine presenti sul territorio. Sono stati attivati tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente, che purtroppo si rivela spesso insufficiente. È bene chiarire alcuni punti fondamentali: bivaccare e dormire in strada non sono reati per la legge italiana. Il Comune di Fidenza ha rafforzato l’organico della polizia locale, aumentando con mezzi propri, i servizi a piedi e mettendo in campo progetti specifici per la sicurezza urbana, dai servizi supplementari per coprire l’orario di chiusura dei negozi nelle ore serali, ai servizi dedicati al centro storico. Tuttavia i fondi nazionali destinati a tutti i Comuni italiani per la sicurezza ammontano complessivamente a 24,5 milioni di euro all’anno. Una miseria, da dividere tra grandi città, medie realtà e piccoli centri. L’amministrazione comunale continuerà a fare la sua parte. Ma è doveroso dire la verità: senza leggi adeguate e senza risorse vere, nessun Comune - basta leggere quello che accade anche vicino a noi - può risolvere da solo, situazioni come queste».
r.c.
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