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Pellegrino, la «cabeza de oro» che può fare le fortune dei crociati

Pellegrino, la «cabeza de oro» che può fare le fortune dei crociati

01 Ottobre 2025, 03:01

Non è il tempo dei paragoni, questo: Mateo Pellegrino è un ragazzo così intelligente e umile da sapere perfettamente quanto mutevole sia, nel calcio, lo scenario. E non è nemmeno il tempo, per il Parma in generale, dell'esaltazione collettiva: va bene aver gioito per i primi tre punti in campionato, ma ora bisogna necessariamente resettare. La testa è già rivolta al Lecce: sabato sarà un'altra battaglia.

Il Toro «matato»
Intanto, però, la testa - anzi la "cabeza" - l'attaccante argentino l'ha usata benissimo per matare il Toro. Non è la prima volta, per lui: la seconda doppietta realizzata da Pellegrino nel campionato italiano, infatti, fa il paio con la prima. Era accaduto a marzo, sempre al Tardini e sempre a spese del Torino. Ma se allora era finita con la divisione della posta, stavolta i gol di Mateo hanno consentito al Parma di passare all'incasso, centrando una vittoria fondamentale per la classifica e salutare per il morale.

A tutta garra In Argentina il termine garra indica letteralmente «grinta, forza d'animo, spirito combattivo, capacità di lottare fino alla fine». Eccole servite, tutte le qualità che Pellegrino sfodera in campo con una naturalezza da far invidia. È il prototipo dell'attaccante moderno (e ideale per il gioco della formazione crociata), Mateo: fa sentire la propria presenza in area di rigore, è abile nel gioco spalle alla porta, ha senso della posizione e fiuto per il gol. Anche l'altra sera contro il Torino, Pellegrino è stato bravo a svariare su tutto il fronte offensivo senza mai dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Ma soprattutto ha aiutato la squadra in fase di copertura e messo pressione alla costruzione dal basso dei granata. Oltre la doppietta, insomma, c'è di più.

Il «feeling» con la Sud…
Dal suo arrivo a Parma, nel gennaio scorso, Pellegrino ha disputato 20 gare ufficiali con la maglia crociata, tra campionato e Coppa Italia, mettendo a segno 8 reti. Tutte al Tardini. La metà di queste, lo abbiamo detto, col Toro, ormai una «vittima» designata: quando vede granata, Pellegrino s'infiamma. Ma c'è un'altra curiosità, nelle statistiche dell'argentino. Ben 6 di questi 8 gol col Parma, infatti, Mateo li ha realizzati sotto la curva Sud. Addirittura quattro di testa, con il Torino ad aprire e chiudere una serie arricchita dalla doppietta in Coppa col Pescara.

...e quello con Valeri
A metterci lo zampino, quando Pellegrino segna, è (quasi) sempre Valeri, con le sue pennellate armoniche, leggasi cross al bacio. è stato così pure l'altra sera contro il Torino, sugli sviluppi di un corner. Era accaduto con il Pescara, entrambe le volte. Per non parlare di quando l'asse Valeri-Pellegrino colpì e affondò la Juve (sotto la Nord, ma va bene lo stesso...). Un'intesa speciale, quella tra l'esterno e l'attaccante. I due si capiscono al volo: Valeri osserva il movimento del compagno, il quale intuisce già dove l'altro metterà un pallone da essere convertito in oro purissimo. Gli assist di Valeri, i gol di Pellegrino: soluzione interessante ed efficace. Ma certamente non l'unica di questo Parma, come si è affrettato a chiarire mister Cuesta nel post-partita. Prima di elogiare pubblicamente il suo attaccante: «Pellegrino? Un esempio fin da quando fa il suo ingresso nel centro sportivo. Lo vedi da come si allena, da come recupera, dal suo atteggiamento. Un professionista al 100%». Dalla «cabeza de oro».

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