Volontariato
Un giardino si trasforma con gesti minuti: un ramo potato, una foglia raccolta, un fiore che trova spazio per aprirsi. Così, con la stessa cura, ieri una cinquantina di dipendenti di PwC, una delle più grandi società di revisione e consulenza, hanno trasformato un giorno di lavoro in un gesto di comunità.
L’occasione era «A different job», il progetto che ogni anno invita i professionisti dell’azienda a lasciare scrivanie e computer per dedicarsi al volontariato. Nato nel 2011, è oggi uno dei pilastri della strategia di sostenibilità sociale di PwC e coinvolge centinaia di dipendenti in tutta Italia. Questa volta la destinazione è stata il comprensorio Asp Villa Parma in piazzale Fiume, storica struttura che accoglie anziani e giovani con disabilità.
Qui i documenti hanno lasciato spazio a scatoloni da spostare, le riunioni a chiacchiere leggere, i numeri a gesti concreti: riordinare le sale, curare i giardini e condividere tempo con gli ospiti tra giornali, racconti e giochi. Per Nicola Madureri, partner di PwC Italia, si è trattato di un modo per incarnare i valori più profondi dell’azienda: «Il nostro motto è prendersi cura. Non si vive di soli numeri o di risultati: ci sono aspetti della vita che vanno rispettati e condivisi». Accanto alla sua voce, ci sono state quelle dei dipendenti stessi. Lorenzo Molinari, associate, ha parlato di «un arricchimento umano fatto di sensibilità», mentre Giovanni Marcinnò, senior associate, l’ha definita «un’occasione preziosa per ricucire il rapporto con il territorio», imparando empatia e spirito di squadra.
Le emozioni più forti sono arrivate dagli ospiti di Asp villa Parma. Giuliano, con un sorriso timido, ha raccontato che spesso si sente chiuso in se stesso, ma quella mattina gli aveva dato l’impressione di tornare «in mezzo alla vita». Angelo, artigiano autodidatta, ha detto di avere bisogno di «qualcuno che faccia respirare un’aria diversa».
Rosanna, signora ipovedente, ha aggiunto con semplicità: «Mi piace giocare, anche se non vedo bene». Un valore colto anche dagli operatori. La fisioterapista Cristiana e le educatrici Nina ed Eleonora hanno spiegato che «l’arrivo di tanti giovani spezza la routine». A confermarlo è stata anche Paola Montermini, responsabile dei servizi comunità, famiglia, minori e disabilità di Asp, che ha sottolineato come «iniziative come questa creino legami trasversali e avvicinino le persone alle realtà del territorio».
Questa giornata non ha solo cambiato una routine, ma ha piantato semi silenziosi: nei cuori, nei corridoi, nei gesti. Semi che, come in ogni buon giardino, sono tornati a fiorire nei modi più inaspettati.
Asia Rossi
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