Giallo a Tabiano
Un mistero la sua morte, un mistero la sua vita. Poco si sa di Assan Sallah, il migrante gambiano di 35 anni trovato senza vita ieri nel Grand hotel terme Astro di Tabiano, struttura a 300 metri dalle Terme dichiarata fallita nel 2017, che del «grande hotel» mantiene solo nome e dimensioni, ma in realtà è uno scatolone senza luce né acqua per migranti abbandonati a loro stessi. Presto anche per dire quando abbia perso la vita Sallah, giunto in Italia nel 2016 senza mai riuscire a trovare un lavoro fisso. Spetterà all'autopsia, da effettuare nei prossimi giorni, stabilire la data oltre alla causa certa del decesso. Improbabile - almeno, stando a ciò che si è potuto osservare sul posto - che la morte sia stata provocata da violenza: prematuro però escluderlo del tutto.
È stato un altro giovane africano a scoprire il corpo senza vita del 35enne, che nessuno tra chi gli era più vicino vedeva almeno da lunedì. Sallah era in una delle 115 camere dell'albergo, oltre una porta chiusa a chiave. Non aveva risposto i giorni precedenti né a chi bussava né a chi aveva provato a telefonargli. In un primo tempo, si pensava fosse altrove, con il suo monopattino con il quale quasi ogni giorno raggiungeva Fidenza e da lì, a volte, Parma in treno. Nel tardo pomeriggio, alla fine, è stata sfondata la porta. Ma per Sallah era tardi: quasi di certo era troppo tardi da giorni, forse da lunedì. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri che hanno raccolto le prime testimonianze. Quindi, il personale delle onoranze funebri Rodolfi di Fidenza. La salma è stata trasportata in Medicina legale, dove si cercherà di capire qualcosa di più sulle ultime ore del 35enne, morto nella solitudine dell'abbandono.
Roberto Longoni
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