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PROCESSO

L'alibi del rapinatore: «Non ho morso nessuno». E mostra la dentiera al giudice, ma l'arresto viene convalidato

L'alibi del rapinatore: «Non ho morso nessuno». E mostra la dentiera al giudice, ma l'arresto viene convalidato

11 Novembre 2025, 11:21

L'alibi perfetto? Una bella dentiera sfilata durante il processo per direttissima e mostrata a tutti. E così, vai con il colpo di teatro dell'imputato: ieri mattina ha esibito la sua protesi in aula, per tentare di dimostrare che lui non poteva aver morso il responsabile del supermercato, pronto a bloccarlo dopo aver rubato alcuni prodotti dagli scaffali. La (presunta) controprova, in splendente ceramica bianca, che lui non avrebbe potuto affondare i denti nel braccio del dipendente del Lidl di via Fleming, come invece certificato dal Pronto soccorso. Ma lo show non ha fatto colpo, perché la giudice Francesca Anghileri ha convalidato l'arresto. Tuttavia, il 31enne - marocchino, residente in provincia, con alcuni precedenti -, accusato di rapina impropria e lesioni, è stato rimesso in libertà con l'obbligo di dimora a San Polo di Torrile, in attesa della prosecuzione del processo per direttissima. Il pm Lino Vicini aveva chiesto i domiciliari.

Dopo anni di processi, il pubblico ministero mai aveva assistito allo «show della dentiera». Eppure, quando il 31enne aveva preso la parola, sembrava si trattasse del solito copione: aveva negato di aver inveito contro il responsabile del supermercato. Ma sul finale aveva calato l'asso: «Ecco, ho la dentiera. Non posso morsicare con i denti finti». Così spiazzante, quella protesi mostrata urbi et orbi, che la giudice gli aveva detto subito con fermezza di rimettersela.

Anche domenica pomeriggio, in parte, se l'era ulteriormente complicata da solo la giornata. Entrato al Lidl, aveva spaziato dal reparto ferramenta agli alcolici, prendendo quattro trapani e due bottiglie di sambuca. Ma si era fatto notare dal responsabile del negozio mentre attraversava una delle corsie diretto verso l'uscita: aveva tre dei quattro arnesi, nelle loro confezioni, sotto un'ascella, mentre nell'altra mano teneva una grossa busta in tela da supermercato con all'interno il resto della merce. Il dipendente aveva avuto la sensazione che ci fosse qualcosa d'anomalo, così l'aveva seguito.

Intuizione perfetta, perché l'uomo si era diretto verso l'uscita senza barriere, ma quando si era accorto di avere il dipendente alle calcagna, aveva optato per la porta d'emergenza, che dà sulla galleria commerciale di via Gramsci. Inseguito dal responsabile del supermercato e poi anche da un altro collega, aveva cominciato a correre verso piazzale Caduti del Lavoro. Nel frattempo, però, alcuni cittadini avevano avvicinato una pattuglia della polizia locale ferma in via Gramsci per i rilievi di un incidente: «Pare ci sia stata una rapina», avevano detto.

Così, prima una pattuglia poi un'altra si erano lanciate alla ricerca dell'uomo. Era accucciato dietro un'auto parcheggiata in piazzale Caduti del Lavoro, ma alla vista degli agenti era fuggito abbandonando la merce rubata. Si era rinfilato nella galleria commerciale di via Gramsci, dove era stato subito bloccato dai due dipendenti, poco prima dell'arrivo degli agenti. E poco dopo aver morsicato il responsabile del supermercato. Nonostante. O grazie alla dentiera.

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