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Lutto a Fidenza

Saporetti, l'archeologo di fama mondiale che veniva dal Borgo

Saporetti, l'archeologo di fama mondiale che veniva dal Borgo

14 Novembre 2025, 03:01

Dopo una vita dedicata allo studio delle civiltà mesopotamiche e all’interpretazione dei testi cuneiformi, lasciando un’enorme eredità scientifica, è scomparso, a Roma, dove viveva, Claudio Saporetti.

Borghigiano del sasso, aveva 87 anni. In città viveva con la famiglia d’origine in piazza Garibaldi e aveva frequentato la comunità di Santa Maria, a pochi passi dalla piazza. Il professor Saporetti era tra i massimi esperti mondiali di onomastica assiro-babilonese. Ha insegnato in varie università, italiane ed estere. Dirigente di Ricerca al Consiglio nazionale delle ricerche e commendatore al merito della Repubblica, ha vinto il premio «Le muse per la storia». Era stato premiato come fidentino dell’anno, nel 2019. Fra i suoi innumerevoli libri, ne figurano anche alcuni dedicati al duomo e al suo amato Borgo, che non aveva mai dimenticato.

All’Università Cattolica, aveva conosciuto la moglie, una nobile siciliana del casato d’Aragona, pure lei appassionata di storia, che conduceva trasmissioni in Rai. Dalla loro unione erano nati i figli Gianfranco e Cristiana.

Ha lavorato per il ministero degli Esteri alla catalogazione virtuale dei reperti dell’Iraq Museum di Baghdad e partecipato a vari scavi in Iraq. Ha scritto circa trecento contributi scientifici e oltre sessanta libri con vari editori. È stato presidente dell’Associazione Geo - Archeologica Italiana e direttore della rivista.

Come ha spiegato il suo storico amico Franco Giordani, sin da ragazzo, Saporetti aveva una innata passione per l’archeologia e aveva fondato l’Unione dilettanti di archeologia.

«Ci ritrovavamo in un gruppo, dove oltre a me, c’erano anche i fratelli Cugini e altri fidentini e insieme andavamo alla scoperta di passaggi segreti, come sotterranei di castelli e altro. Lui, nella vita, voleva fare l’archeologo. Per tanti anni, Claudio, ogni terzo sabato del mese di ottobre, tornava da Roma al suo borgo natio, dove ci radunavamo in un ventina per la consueta rimpatriata, con Ghizzoni, Cantarelli e tutti gli altri amici borghigiani. Saporetti era stato anche un provetto alpinista e il suo storico compagno fidentino di cordata, era Romano Ferrari».

Il funerale si è svolto a Roma e le ceneri saranno tumulate nella tomba di famiglia della moglie, in Sicilia. Rattristato dalla grave perdita anche il sindaco Davide Malvisi.

«Claudio Saporetti, il nostro “Fidentino strajè” del 2019, ci ha lasciato. Per tutti Saporetti è stato un eminente assiriologo, orientalista e archeologo, con una carriera accademica e scientifica di primissimo piano, ma per noi è stato anche un borghigiano, uno che a Fidenza non solo ci è nato ma ha saputo mantenere i legami nel tempo, a dispetto di vicende professionali che lo hanno portato a viaggiare e risiedere in altri luoghi e territori. Desidero rivolgere le più sincere condoglianze a nome della comunità, ai familiari e agli amici. claudio ci mancherà e sono lieto che Fidenza abbia potuto celebrarne il valore attraverso un riconoscimento tanto simbolico quanto sincero».

«Un fidentino strajè, da sempre legato alla sua Fidenza – ha ricordato il vicesindaco e assessore alla Cultura, Maria Pia Bariggi -. È stato fidentino dell’anno nel 2019 con questa motivazione: “Massimo esperto in assiriologia”: la definizione non rende merito al professor Claudio Saporetti. Di stupefacente versatilità e originalità, nel suo lungo cammino di studioso e docente, ha cambiato in modo sensibile i connotati stessi della sua disciplina e del modo con il quale oggi guardiamo alla storia e allo sviluppo dell’archeologia classica, dell’arte medievale, degli studi biblici. Il suo Borgo, per la manifesta passione per la teoria e il gusto dell’applicazione, lo riconosce come Homo Sapiens e Homo Faber. Così voglio ricordarlo oggi a nome del suo Borgo».

s.l.

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