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Arpae ha detto «no»: l'impianto a biogas di Sissa Trecasali non si può fare

Arpae ha detto «no»: l'impianto a biogas di Sissa Trecasali non si può fare

20 Novembre 2025, 03:01

Sissa Trecasali La centrale biometano di cui si parla da lungo tempo, al momento e per come è stata strutturata finora, non si farà.

Arpae ha assestato un duro colpo d’arresto al progetto della società Bmet14, che proponeva la realizzazione dell’impianto per biometano, con un parere «non favorevole» depositato ieri a seguito dell’incontro di martedì 18 novembre.

A quanto evidenziato da diverse parti, a partire dal Comune fino ai comitati a difesa del territorio e di altri enti, il progetto conteneva troppe lacune ed errori.

Fra i primi punti risultavano estremamente importanti il problema viabilistico, l’azienda proponente valutava la presenza di circa 7mila viaggi di mezzi pesanti all’anno su strade di campagna, a cui si aggiungono problemi di inquinamento da spore antagoniste alla produzione del Parmigiano Reggiano, ricordando che la centrale sarebbe sorta proprio a fianco di un produttore del Re dei formaggi.

Sempre nello stesso progetto sarebbero inoltre carenti alcuni aspetti di sicurezza, tenendo conto che la centrale avrebbe prodotto gas metano da trasportare poi tramite camion ai punti di connessione di rete.

Operazioni, quelle di carico del gas, estremamente rischiose. Nel documento emesso dal Servizio autorizzazioni e concessioni di Arpae si ripercorrono tutte le tappe della vicenda partita dal 16 dicembre 2024 quando Bmet14 con sede a Treviso, ha presentato il progetto. L’agenzia per la prevenzione ambiente ed energia dell’Emilia Romagna ha chiesto, oltre alle precedenti, integrazioni al progetto presentato per la quarta volta a cui non vi è stata risposta, tanto da determinare il parere non favorevole.

«Per quanto considerato - si legge nel documento - non vi sono le condizioni per protrarre ulteriormente i tempi del procedimento, avendo già concesso alla società proponente molteplici e reiterate occasioni per poter rispondere alle richieste degli Enti, ad oggi ancora non soddisfatte e ciò anche in considerazione della volontà del legislatore di definire il procedimento in termini brevi». L’evidenza è quindi che, pur avendo fatto diverse richieste, le lacune sono ancora evidenti e, dopo le ultime richieste a Bmet14, non vi sono state ulteriori risposte.

«Come emerso dai pareri pervenuti - si legge ancora nel documento depositato ieri - e dalle risultanze delle riunioni della Conferenza dei servizi tenutesi in data 12 maggio e 1 settembre 2025, non vi siano, alla luce della documentazione progettuale attualmente presentata, che non permette di superare le criticità evidenziate, le condizioni per una conclusione positiva della Conferenza dei Servizi».

Sono diversi gli enti che hanno presentato osservazioni fra cui il Comune di Sissa Trecasali che il 28 agosto scorso ha dedicato un consiglio comunale monotematico in cui è stata esposta una lunga e dettagliata relazione tecnica degli uffici interni all’ente. Sono intervenuti inoltre la Provincia di Parma, il Consorzio di Bonifica Parmense, il servizio di polizia locale dell’Unione Bassa Ovest ha presentato una relazione riguardo alla valutazione previsione del traffico veicolare in zona, specie riguardo allo stato delle strade indicate nel progetto, il comando militare Emilia Romagna dell’Esercito, il comando interregionale marittimo Nord e il ministero della Cultura. Altri enti e comandi militari hanno presentato informazioni mentre i pareri, nella totalità dei casi, è stato di parere negativo per la realizzazione di un impianto per la produzione di 499 metri cubi all’ora di gas metano. La società proponente dovrà ora valutare eventuali ulteriori interventi, potrebbe ritirare il progetto o apportare ulteriori modifiche in una nuova versione. Intanto il parere di Arpae ha chiarito che quel progetto, a quelle condizioni, non risulta realizzabile.

Silvio Marvisi

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