Ospite del Panathlon
L'accoglienza è calorosa, tra abbracci e pacche sulla schiena che suonano come un chiaro segnale di stima e di affetto, ma soprattutto come un incoraggiamento per quello che saranno le prossime Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Ci vuole davvero poco per capire come per Giovanni Malagò Parma sia sinonimo di casa. «Una città che conosco molto bene» esordisce il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 salutato, negli spazi del Circolo del Castellazzo, dal Panathlon Parma, con in testa i rispettivi presidenti, Cristina Pavarani e Stefano Frigeri.
Il legame con la città
«A Parma conservo amicizie fraterne, come quella con la famiglia Barilla. Mio padre era vice presidente della Roma, quando i Barilla sponsorizzavano quella squadra capace di vincere uno scudetto, una Coppa Italia e di raggiungere una finale di Coppa dei Campioni persa poi in maniera rocambolesca… Ma di Parma apprezzo concretamente anche l'impegno di circoli come il Castellazzo. La mia storia personale, a livello sportivo - ricorda Malagò -, inizia proprio all'interno del Circolo Canottieri Aniene, dove sono entrato all'età di 14 anni come figlio di un socio. Ne sono stato il presidente per vent'anni e, insieme, abbiamo raggiunto traguardi incredibili, con tantissime medaglie olimpiche. Inoltre quel Circolo dà lavoro a un elevato numero di persone. Insomma, è quella che chiamo una bellissima follia».
Verso le Olimpiadi
Fra cinquantasette giorni esatti San Siro ospiterà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali. «In termini organizzativi è probabilmente la cosa più grossa che ho fatto nella mia vita» confessa Malagò. «Un incarico che mi dà molte responsabilità, ma anche grandi soddisfazioni. Questi Giochi di Milano Cortina vedono al lavoro giovani che arrivano da ogni parte del mondo, che parlano tante lingue: è una sorta di arca di Noè. Splendida, meravigliosa. A queste Olimpiadi lavoreranno la bellezza di 36 mila persone e a queste si aggiungeranno 18 mila volontari che sono stati adeguatamente formati. Erano arrivate circa 250 mila richieste».
Il percorso della Fiamma
Da pochi giorni la Fiamma olimpica è arrivata in Italia. L'immagine di Giovanni Malagò sulla scaletta dell'aereo e poi al Quirinale, ricevuto dal presidente della Repubblica Mattarella, è ancora viva negli occhi di tutti. «Un qualcosa di emozionante, di unico. Non ci sono solo l'antica Olimpia e il suo fascino, il glorioso e mitico stadio di Atene. E ancora l'arrivo al Quirinale, la presenza delle più alte cariche dello Stato. In quei due giorni a Roma sono stato testimone, infatti, di uno spettacolo veramente incredibile: la folla, la gente comune raccolte ai lati delle strade, cittadini e turisti. Tutti intenti a seguire la marcia della Fiamma, ad affiancare i tedofori, a fare i selfie e a tifare. Questo - sottolinea il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 - è un viaggio che toccherà ancora tutte le province italiane, Parma compresa (l'8 gennaio, ndr). I Coni regionali hanno coinvolto atleti di ieri e di oggi, si è creato un movimento bellissimo. 10.001 tedofori con tutte le regioni coinvolte».
L'Italia è il Paese che vanta il maggior numero di siti patrimonio dell'Unesco al mondo. «Li attraverseremo tutti, dal Monte Rosa a Lampedusa: uno spot gigantesco per il nostro Paese. Considerate che saranno circa 2 miliardi e mezzo le persone che assisteranno alla cerimonia inaugurale a San Siro: ne siamo orgogliosi».
La genesi della candidatura
La candidatura di Milano Cortina per le Olimpiadi invernali 2026 è nata dalle ceneri di una delusione cocente: le mancate Olimpiadi di Roma. «Distrutti anche nella credibilità internazionale da quella vicenda dolorosa, ci siamo inventati questo nuovo progetto. Un modello di Olimpiade diffusa, dei territori. Alla Milano "post Expo" siamo andati ad aggiungere luoghi nei quali l'Italia è considerata un'eccellenza nel mondo delle discipline sportive. Come Anterselva, il tempio laico del biathlon nel mondo: lì c'è uno stadio da 20 mila posti, dove si organizzano i Mondiali da quarant'anni. Ma bisognava tener conto delle distanze, creare più villaggi, alimentare l'appeal. Una grande sfida. La Svezia, nostra rivale, si era candidata ben sette volte. Ma è stata sfortunata, perché ha trovato l'Italia che aveva presentato un'idea vincente e Malagò che aveva lavorato due anni a vuoto per tirare su la candidatura di Roma alle Olimpiadi. Il modello di Milano Cortina 2026 è talmente vincente che la Francia, Paese che organizzerà i Giochi invernali dopo di noi, nel 2030, lo ha praticamente replicato: come abbiamo fatto noi a Milano, loro a Nizza hanno realizzato tutti gli impianti indoor».
E a proposito di opere, importante per le Olimpiadi di Milano Cortina è stata la realizzazione della pista da bob, costruita a tempo di record dall'impresa Pizzarotti. «Una pista che non è solo per il bob, ma anche per lo skeleton e lo slittino: tre sport diversi, avremo in gara gli uomini, le donne e il misto. Alle Fiere di Rho è stata invece realizzata l'Arena più grande d'Italia: ospiterà le gare di pattinaggio di velocità. In futuro, dentro quell'impianto, potranno tenersi grandi eventi indoor di atletica leggera o anche concerti».
Occasione per il Paese
Per Malagò «le Olimpiadi rappresentano un volano formidabile per accelerare quegli investimenti che servono a tutto il Paese». Cita l'Arena di Verona, «dove si terrà la cerimonia di chiusura e che diventerà accessibile a tutti, con l'abbattimento delle barriere architettoniche e altri interventi che non andranno minimamente a deturpare un monumento come l'Arena, lo stadio più antico ancora in funzione al mondo. E poi le infrastrutture: la strada che porta a Cortina sarà migliorata».
«Questa accelerazione - rimarca Malagò - porterà significativi benefici per il nostro Paese: 5 miliardi e mezzo di ricavi aggiuntivi, 700 milioni di euro di gettito per le entrate e un ritorno di immagine straordinario».
La tregua olimpica
«La risoluzione che abbiamo presentato alle Nazioni Unite è stata votata da 165 paesi, compresa la Russia. Non ci sarà la guerra in quei giorni? Non lo so. Ma la speranza, dopo il voto favorevole a quel documento, c'è. Sarebbe meraviglioso se ciò accadesse grazie alle Olimpiadi: la diplomazia governativa e la politica non ci sono riuscite. Le medaglie? L'ultima volta ne abbiamo vinte 17. Ora giochiamo in casa: dobbiamo andare in doppia cifra con il 2 davanti. Non sarà facile, ma abbiamo atleti e atlete di valore».
Vittorio Rotolo
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