Salute
Negli ultimi giorni si è discusso sulla delicata situazione dell’assistenza medica primaria nei comuni di Monchio e Palanzano.
Forza Italia, con un comunicato, spiega come «le preoccupazioni sollevate dai cittadini, in un territorio vasto e abitato da una popolazione fragile, sono assolutamente legittime e rappresentano un appello che non può cadere nel vuoto. Tuttavia, per non alimentare un ingiustificato senso di abbandono tra i residenti, è doveroso fare una precisazione sullo stato attuale dei servizi», si legge.
«Come medico di medicina generale operante sul territorio – dichiara Marco Modoni, medico e referente cittadino per la sanità di Forza Italia – ci tengo a rassicurare la cittadinanza: a Palanzano il servizio medico non è assente. Dal 2023, pur lavorando a invarianza di risorse, ho dato la mia piena disponibilità per garantire l’apertura dell’ambulatorio, offrendo un presidio costante per non lasciare scoperta la nostra comunità. Essere presenti significa garantire continuità terapeutica e rappresentare un punto di riferimento fondamentale per i pazienti», afferma.
Oltre all’impegno clinico quotidiano, Modoni sottolinea il lavoro svolto insieme alle istituzioni locali e all’Azienda Usl di Parma per ricercare e incentivare nuovi professionisti a scegliere il territorio appenninico.
«Il dato reso noto dall’Ausl – ben 207 lettere inviate a medici in graduatoria senza ottenere alcuna risposta positiva – fotografa una situazione che non può essere risolta solo con la buona volontà o con tentativi a livello locale».
«Questa totale mancanza di adesioni – prosegue – dimostra che le regole attuali non funzionano più. Come medico sul campo e come referente per la sanità di Forza Italia, sono convinto che per garantire il diritto alla salute nelle aree interne serva un vero e proprio cambio di paradigma a livello normativo e regionale».
Secondo Modoni, «non possiamo più affidare la sanità di montagna al puro spirito di servizio. Dobbiamo rendere queste zone strutturalmente attrattive. Servono incentivi economici concreti e detrazioni fiscali mirate per i medici che scelgono di esercitare nei comuni montani disagiati. Occorre un forte supporto logistico e infrastrutturale per agevolare la gestione di territori così estesi e, infine, è necessario valorizzare i professionisti che già vi operano, affrontando ogni giorno la complessità orografica e le esigenze di una popolazione anziana».
«La sfida della sanità in Appennino si vince solo uscendo dalla logica dell’emergenza – conclude Modoni –. Nel frattempo continuerò a fare la mia parte su entrambi i fronti: indossando il camice nell’ambulatorio di Palanzano al fianco dei miei pazienti e lavorando sul piano istituzionale affinché la montagna riceva finalmente le risposte strutturali che merita».
r.c.
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