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Serie A

Cuesta il «trasformista»: i due vestiti del Parma

Il Parma spesso si trasforma all'intervallo dal 3-5-2 al 4-3-2-1

Cuesta il «trasformista»: i due vestiti del Parma

04 Marzo 2026, 03:01

Se non è un record poco ci manca. Nelle ultime quattro partite casalinghe tra Genoa, Juventus, Verona e Cagliari, il Parma ha sempre variato il sistema di gioco all'intervallo, alternando, in maniera regolare, il 3-5-2 al 4-3-3, che in base ai movimenti degli esterni può diventare un 4-3-2-1.

Duttilità e versatilità

Le cinque sostituzioni, a cavallo dei due tempi, significano, in primis, che Cuesta, accusato spesso in passato di operare cambi tardivi, sa leggere le partite ed è pronto a correggere, in corsa, eventuali errori iniziali. E, in secondo luogo, esaltano la duttilità e la versatilità della squadra che, rinforzata dagli acquisti di gennaio, è in grado, in qualsiasi momento, di modificare lo spartito tattico e adattarsi alle caratteristiche della gara e dell'avversario, senza subire grossi contraccolpi. È quanto accaduto anche venerdì sera al Tardini, quando per scardinare il blocco basso dei sardi e alzare i giri del motore, l'allenatore spagnolo ha scelto, ancora una volta, di correre ai ripari, al rientro dagli spogliatoi: fuori Delprato, non al meglio dopo la pallonata ricevuta, e Ordonez, dentro Oristanio e Nicolussi Caviglia, che assicurano più qualità e velocità alla manovra, facilitando il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-2-1 anche per dare maggiori soluzioni all'attacco.

Linea a tre al Franchi?

Ora a Firenze quale Parma bisogna attendersi? La logica suggerirebbe la conferma, almeno al pronti via, della difesa a tre, in uno schieramento più accorto e compatto, in cui, al di là dei dubbi a centrocampo, il posto lasciato vacante dallo squalificato Valenti sarebbe occupato da Circati nella retroguardia completata da capitan Delprato e Troilo. In questo modo, si valorizza di più un elemento imprescindibile come Valeri, che da esterno sinistro a tutta fascia può esprimere al meglio il proprio potenziale e si prepara a ribattere colpo su colpo alle sgroppate di Dodò, di ritorno dopo la giornata di stop comminata dal Giudice Sportivo. In avanti, la presenza di Strefezza accanto a Pellegrino non lascia troppo isolato il centravanti argentino e aiuta tanto tra le linee, sia in fase di pressing alto che di ripartenza, arma spesso non sfruttata dal Parma in stagione.

Piano B d'assalto

Se poi nella ripresa i crociati si ritrovassero nelle condizioni di dover attaccare e ribaltare la situazione, ecco che si materializzerebbe il piano B d'assalto: spazio al 4-3-2-1 per un assetto più offensivo, propositivo e intraprendente e più uomini nella metacampo avversaria con il rischio calcolato di concedere qualcosa in più dietro, mantenendo, però, una certa solidità. E questo, probabilmente, al di là dei risultati, è il più grande successo del «trasformista» Carlos Cuesta: nell'era del calcio posizionale, aver cucito su misura due vestiti per il Parma camaleontico e flessibile.

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