I tifosi hanno rifiutato le maglie: «La gente dovrebbe continuare a sostenerci, soprattutto adesso»
Ci mette la faccia Bruno Alves. Sa bene che quell’espulsione, quando il Parma era già sotto di due gol, condizionerà anche la prossima (decisiva?) partita con la Fiorentina.
Cosa è accaduto quando sei stato espulso?
«Ritengo di non avere reagito nel migliore dei modi, però quello che non mi piace è quando un giocatore avversario resta a terra simulando di aver subito un fallo duro. La mia reazione non è stata buona (Alves ha alzato di forza Orsolini ndr), mi prendo le mie responsabilità verso la squadra e i tifosi e non giudico quello che ha fatto l’arbitro. Mi prendo le mie responsabilità e mi dispiace soprattutto perdere la prossima partita».
C’è qualcosa che non va a livello psicologico, qualcosa che non funziona come prima?
«Non credo. Noi lavoriamo duramente tutta la settimana e i giocatori sono sempre gli stessi. Purtoppo nel calcio ci sono buoni momenti e cattivi momenti. Ora dobbiamo semplicemente guardare avanti e pensare alle prossime partite».
I tifosi hanno rifiutato le maglie a fine gara.
«La squadra lavora esattamente come all’inizio. La gente ci ha sempre sostenuto. E credo che dovrebbe continuare a farlo anche adesso. Ma sono sicuro che lo faranno».
Il Parma comunque è ancora padrone del proprio destino.
«Sì, è vero. Abbiamo conquistato 38 punti e li abbiamo conquistati lavorando duramente, settimana dopo settimana, partita dopo partita. E lo abbiamo fatto con l’aiuto di tutti. Lo staff, il gruppo, l’allenatore, la squadra, i tifosi. Ora dobbiamo continuare a lavorare così, sino alla fine, sino all’ultima partita».
Cosa dirai ai tuoi compagni di squadra, alla ripresa degli allenamenti?
«Per la mia esperienza, nel calcio, quello che dobbiamo fare adesso non è guardare indietro ma continuare a lavorare. E già da domani dobbiamo solo pensare ai nostri prossimi impegni».
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata