crisi politica
Enti locali in pressing su Mario Draghi perchè resti al suo posto: il Paese «ha bisogno di stabilità», si legge in una lettera aperta firmata dai sindaci delle più importanti città italiane. Da Milano a Roma, da Genova a Torino, da Firenze a Venezia, arriva un appello bipartisan nel quale decine di primi cittadini, compresi i presidenti di Anci, Upi e Ali, puntano il dito anche contro gli «irresponsabili» che hanno voluto aprire la crisi. E nel corso della giornata è aumentato sensibilmente il numero di sindaci di tanti schieramenti politici che hanno aderito, tra cui il sindaco di Parma Michele Guerra.
Anche il governatore della Liguria si fa promotore di un analogo appello al Presidente del Consiglio, affinchè «rimanga al suo posto» e chiede agli altri Presidenti di Regione di unirsi alla sua richiesta perchè «la caduta del Governo Draghi metterebbe a rischio molti investimenti».
«Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni». «Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità" sottolineano i primi cittadini. A firmare la lettera aperta sono Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia), Marco Bucci (Genova), Antonio Decaro (sindaco di Bari e presidente Anci), Michele De Pascale (sindaco di Ravenna e presidente Upi), Giorgio Gori (Bergamo), Roberto Gualtieri (Roma), Stefano Lo Russo (Torino), Dario Nardella (sindaco di Firenze e coordinatore città metropolitane), Maurizio Rasero (Asti), Matteo Ricci (sindaco di Pesaro e presidente Ali), Beppe Sala (Milano).
I sindaci esprimono la loro «incredulità e preoccupazione" per la crisi di Governo «generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza». «Il Presidente Mario Draghi - sottolineano i primi cittadini - ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall’inizio». Spetta dunque soprattutto ai partiti che sostengono il governo «il dovere di portare in fondo il lavoro iniziato in un momento cruciale per la vita delle famiglie e delle imprese italiane. Se non dovessero farlo - concludono i sindaci - si prenderebbero una responsabilità storica davanti all’Italia e all’Europa e davanti alle future generazioni».
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