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Ragazzo travolto dall'auto della soldatessa americana ubriaca, la madre: "Quella donna deve essere processata in Italia"

Ragazzo travolto, un testimone: "La militare americana non riusciva ad accendere l'auto"

23 Agosto 2022, 10:28

«Quella donna si è messa al volante completamente ubriaca». Lo ricorda una testimone oculare, che ha rilasciato alla Procura di Pordenone un’inquietante ricostruzione di quanto accaduto sabato notte, poco prima dell’investimento mortale del quindicenne friulano. Si tratta di una testimonianza raccolta dal Gazzettino: «Siamo uscite assieme dalla medesima discoteca - ha riferito la donna agli investigatori -. Nel parcheggio non riusciva nemmeno ad accendere l’auto. Le è morta due-tre volte prima di riuscire a immettersi in strada». «Abbiamo seguito lo stesso tracciato verso Porcia e Pordenone - ha proseguito la testimone - e io, da subito, ho deciso di tenere la massima distanza. Zigzagava, non riusciva a tenere la strada. Giunta in prossimità della rotatoria, invece che rallentare ha accelerato, prendendo in pieno da dietro quel povero ragazzino». Non si sa dove si stesse recando la soldatessa americana, ma la Base Usaf dove presta servizio, e nella quale si trova rinchiusa agli arresti domiciliari, si trova nella direzione diametralmente opposta a quella intrapresa.

«Quella donna deve essere processata in Italia e scontare qui l’intera pena». Lo ha affermato, Barbara Scandella, mamma di Giovanni Zanier, il quindicenne di Pordenone travolto e ucciso da una soldatessa americana di 20 anni, che guidava ubriaca.

- «Sappiamo tutti i precedenti che hanno coinvolto militari americani in gravissimi incidenti in Italia - ha aggiunto -: la verità è che, in queste zone, fanno quello che vogliono e restano impuniti. Chiedo alle autorità che neghino l’autorizzazione allo spostamento di giurisdizione negli Usa, anche se so che in quel paese per questi reati le pene sono anche più severe. Ma noi vogliamo seguire il processo e che venga condannata in Italia al massimo della pena». Le sue dichiarazioni compaiono oggi su alcuni quotidiani tra cui il Corriere della Sera e Repubblica. «Non potrò mai perdonarla - ha concluso -: tutti, a 20 anni, abbiamo fatto le nostre sciocchezze, ma come si fa a bere così tanto prima di mettersi in auto? Nessuno ci restituirà il nostro Giovanni».

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