STATI UNITI
Foto d'archivio
(ANSA) - Piccolo incidente a Los Angeles per Donatella Versace. Ieri sera la stilista italiana è rimasta bloccata in un ascensore del centro Lgbt della metropoli californiana, dove era attesa per un evento di raccolta fondi.
L’incidente si è risolto e Donatella ha proseguito la serata, annunciando una donazione di 50mila dollari per il centro (che è il primo fondato negli Usa, nel 1969) e assumendo la carica di ambasciatrice mondiale dell’organizzazione. «È una grande emozione essere qui stasera, anche perché sono rimasta bloccata nell’ascensore e pensavo che non sarei mai riuscita ad arrivare in tempo. Invece, eccomi qui a dirvi: "Per favore, donate. E andate a votare"».
Pochi minuti dopo, ha staccato un assegno da 50mila dollari anche Faye Iosotaluno, amministratore delegato della più famosa app per appuntamenti del mondo, Tinder. Altrettanti sono arrivati da Wade e famiglia. Nel 2020, quando aveva 13 anni, sua figlia Zaya si è dichiarata transessuale. L’ex cestista dei Miami Heat l’ha sempre supportata pubblicamente. E ieri ha argomentato così il suo impegno a fianco dell’adolescente: «Stiamo dalla parte di nostra figlia. Stiamo dalla parte della nostra comunità. Parliamo ad alta voce. Parliamo orgogliosi. La nostra voce sarà forte contro chi cerca di gettarci immondizia addosso o di impedirci di crescere».
Versace è una pasionaria della causa Lgbt. Solo due sere fa, al Green Carpet Fashion Awards a West Hollywood, ha approfittato del palco per ricordare Nex Benedict, una sedicenne non binaria dell’Oklahoma morta a febbraio dopo una lite con i compagni di scuola. «Vengo onorata come change maker. Ma anche voi potete contribuire al cambiamento. Sono in gioco vite umane. Alzate la vostra voce. Donate e votate».
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