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Frode fiscale, quattro condanne per una falsa cooperativa, tre sono parmigiani

L'eredità dell'anziano che assiste finisce a sua moglie: avvocato rinviato a giudizio

19 Luglio 2024, 20:19

Associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale: quattro le condanne inflitte oggi dai giudici del Tribunale di Sondrio. Secondo le indagini della GdF coordinate dalla Procura, dal 2009 al marzo del 2017, gli imputati avevano costituito una serie di società cooperative che si occupavano in prevalenza di pulizie e facchinaggio, tutte con sede operativa a Cosio Valtellino, ma in realtà collegate ad una società di Roma, utilizzate per frodare il Fisco dal 2009 al marzo del 2017. Ne costituivano una, poi dichiaravano falsi crediti di imposta che venivano utilizzati per indebite compensazioni negli anni successivi, mediamente 500mila euro annui, quindi, dopo uno o due anni di attività, la chiudevano e ne riaprivano un’altra con la stessa sede e gli stessi amministratori.

A capo del sodalizio criminale c'era Fabrizia Terenzini, 67enne di Parma, che è stata condannata a 4 anni, 11 mesi e 5 giorni di reclusione, la pena più alta. Il suo braccio destro era Paola Napoli, siciliana di 50 anni, condannata a 3 anni di reclusione; insieme a lei il marito, Francesco Rapisardi, anche lui della provincia di Trapani, 56 anni, che invece è stato assolto. Alla sbarra, poi, i due rappresentanti legali delle varie coop che via via si sono succedute, padre e figlio, Antonio e Denis Genovesi, entrambi di Parma, 79 anni il primo e 56 il secondo: nei loro confronti il collegio giudicante ha disposto una condanna meno pesante, rispettivamente 2 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione, e 2 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione. Infine, a processo anche una ragioniera di Reggio Emilia, Elena Fabbi, 55 anni: anche lei, come Rapisardi, è stata assolta per alcuni capi di imputazione e non processata, per intervenuta prescrizione, per altri.

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