Omicidio di Sharon
«Quando ci hanno detto che era stato lui a uccidere quella povera ragazza, siamo rimaste choccate. Sapevamo che non stava bene, ma mai avremmo potuto pensare che potesse arrivare a questo": Awa, studentessa 24enne di ingegneria gestionale, è la sorella di Moussa Sangare, l'assassino reo confesso di Sharon Verzeni, e in un’intervista all’Eco di Bergamo spiega che «non doveva finire così, assolutamente no. Il nostro pensiero va a quella povera ragazza, a Sharon e alla sua famiglia, siamo molto addolorate" «Per mio fratello nessuno si è mosso», la denuncia di Awa: «Abbiamo fatto di tutto per liberarlo dalla dipendenza - prosegue - , per affidarlo a chi potesse aiutarlo, ma lui ha sempre rifiutato. A noi, dopo aver verbalizzato le denunce, hanno dato i volantini dei centri antiviolenza mentre per un ricovero in qualche centro per fare uscire Moussa dalla dipendenza ci hanno risposto che doveva essere lui a presentarsi in modo volontario
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