IL CASO
Foto d'archivio
Sono tre i medici finiti nel mirino degli investigatori che sono al lavoro per fare piena luce sulla morte della sessantaduenne Simonetta Kalfus, avvenuta dodici giorni dopo aver effettuato una liposuzione in uno studio privato a Roma. Tra gli indagati c'è il chirurgo che ha eseguito l'intervento estetico, un anestesista amico della donna e il medico dell’ospedale di Pomezia dove inizialmente si era recata la sessantaduenne e che la rimandò a casa.
Inizialmente avrebbe pensato al normale decorso post operatorio, però con il passare dei giorni la situazione peggiorava e così ha deciso di recarsi all’ospedale di Pomezia. Qui sarebbe stata dimessa con una terapia ma le sue condizioni non miglioravano, anzi. La donna si sentiva sempre peggio e il 14 marzo è stata ricoverata al Grassi di Ostia. Il cuore di Simonetta si è fermato martedì scorso dopo quattro giorni in coma vegetativo presumibilmente per complicazioni legate all’operazione di chirurgia estetica. La salma è stata quindi trasferita al policlinico Tor Vergata per l’esame autoptico, effettuato nei giorni scorsi e di cui si attendono adesso i risultati.
Intanto il lavoro dei carabinieri va avanti con l'acquisizione della documentazione clinica della sessantaduenne e quella dello studio privato dove è stata eseguita la liposuzione dal chirurgo, finito ora indagato e già condannato un anno fa per lesioni in seguito a un intervento di lifting al seno. (ANSA).
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata