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La nuova truffa agli anziani: "Le hanno clonato la targa"

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17 Gennaio 2026, 17:28

«Buongiorno, siamo i carabinieri: la targa della sua auto è stata clonata da una banda di rapinatori». Inizia così la nuova truffa agli anziani che parte da Napoli e che sarebbe realizzata, stando a quanto emerso finora, da un’organizzazione di veri e propri esperti capaci di entrare in sintonia con le vittime e, anche, di riprodurre fedelmente buona parte dei dialetti italiani, come se avessero seguito un corso di dizione. Al momento è stata individuata solo una 22enne di origini campane, bloccata alla stazione centrale di Milano dalla squadra mobile di Padova e accusata di aver truffato una 78enne invalida al cento per cento e costretta a muoversi su una carrozzina.

La truffa prevede che a casa della vittima arrivi una telefonata di un falso rappresentante delle forze dell’ordine. Un classico. Ma nella nuova versione, l’espediente di un figlio o un nipote coinvolto in un’incidente stradale e arrestato viene sostituito da una rapina in gioielleria. I truffatori spiegano infatti alle anziane vittime che i rapinatori hanno messo a segno un colpo e sono poi fuggiti con un’auto che ha la stessa targa di quella della vittima. Dunque bisogna dimostrare di non essere coinvolti nella rapina. Chi ha chiamato a casa della 78enne padovana ha detto che l’auto del marito era stata utilizzata per compiere la rapina e che l’uomo sarebbe dovuto andare in un ufficio di polizia per chiarire i fatti. Una volta uscito, sempre al telefono è stato preannunciato all’anziana l'arrivo di un altro appartenente alle forze dell’ordine. Prima però lei avrebbe dovuto fotografare i gioielli che aveva in casa e avrebbe dovuto inviare la foto. Fatta la valutazione sul valore della merce, entra in scena il secondo truffatore, che si presenta con una serie di modelli da compilare con le caratteristiche dei gioielli per dimostrare, appunto, che non siano parte del bottino.
Il finto carabiniere, o il finto poliziotto, dopo avere completato la registrazione fa allontanare la vittima dalla stanza grazie ad una scusa, tipo: 'mi perdoni, ho bisogno del suo documentò. Il tutto avviene con i poveri anziani ancora al telefono con il complice. Appena la vittima si allontana, il truffatore scappa con i gioielli. Ma non è finita qui. Quando le persone rientrano nella stanza e non trovano più nessuno, il complice che è ancora al telefono dice di non preoccuparsi: inventa una scusa per spiegare perché il collega si è allontanato e invita gli anziani ad andare in caserma o al commissariato - ne viene scelta una a caso ma lontana dall’abitazione - per perfezionare i verbali. Con la vittima già in auto in prossimità della caserma, il truffatore interrompe la chiamata e svanisce. Assieme ai gioielli di cui si era impossessato poco prima il complice. Nel caso della 78enne padovana non è però andata così: la donna si è insospettita e ha chiamato il 113 descrivendo la persona che si era presentata a casa. Sono scattate subito le ricerche e la 22enne è stata fermata alla stazione di Milano. Ma non aveva più i gioielli.

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