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SVIZZERA

Crans-Montana, i familiari delle vittime aggrediscono i Moretti. Jessica piange in aula: "Comprendiamo la rabbia delle famiglie"

Il procuratore fa appello alla calma

Familiari vittime aggrediscono i Moretti all'arrivo all'interrogatorio

12 Febbraio 2026, 10:06

Un drammatico parapiglia tra alcuni familiari delle vittime del rogo al Constellation e i coniugi Moretti si è verificato pochi minuti prima dell’inizio dell’interrogatorio di Jessica davanti all’aula universitaria in cui si svolge l’audizione. Gli indagati proprietari del discobar teatro della strage di Capodanno sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro. 

Spintoni, urla e accuse: nell’inaspettato parapiglia, a favore di telecamere, tra alcuni famigliari delle vittime da una parte e Jacques e Jessica Moretti dall’altra c'è anche stato un drammatico scambio verbale tra una madre e Jacques. «Siete la mafia, avete pagato 200mila franchi ed è finita!», ha detto la donna cui il proprietario del Constellation ha replicato: «No, non c'è mafia, sono un lavoratore».
«Dov'è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?», ha chiesto la madre disperata. «Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia», ha replicato Jacques. 

Il procuratore: "Si mantenga la calma" 
L’eco dell’aggressione nei confronti dei coniugi Moretti da parte di alcuni famigliari delle vittime della strage di Crans-Montana si è fatta sentire nell’aula in cui si svolge l’interrogario di Jessica, dove sono presenti oltre agli inquirenti anche alcune decine di avvocati delle parti civili. In apertura, la procuratrice generale aggiunta del Cantone Vallese Catherine Seppey ha rivolto un appello alle parti «affinché si mantenga la calma e un clima più consono». 

Jessica Moretti piange in aula: "Comprendiamo la rabbia delle famiglie. Io ho dato l'allarme" 
«Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei famigliari. E’ per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi». Lo ha detto, in lacrime, Jessica Moretti, rivolgendosi ai legali delle parti civili, durante l’interrogatorio di oggi, ancora scossa dopo l’aggressione di alcune famiglie delle vittime che stavano attendendo lei e suo marito difronte all’aula dell’udienza. 
«Non si può andare contro un incendio. E la mia priorità era dare l’allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso», ha detto Jessica Moretti rispondendo, nel suo interrogatorio, a un avvocato delle famiglie delle vittime che le ha chiesto perché si fosse subito precipitata all’esterno del locale, negli istanti immediatamente successivi all’inizio dell’incendio. 

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