GUERRA
Migliaia di persone in strada a Beirut e nel sud del Libano per fuggire dagli attacchi israeliani contro la capitale lanciati nella notte. L’esercito israeliano non esclude un’invasione di terra in Libano, i combattimenti contro Hezbollah potrebbero durare "molti giorni". Colpito anche "un importante terrorista a Beirut": potrebbe trattarsi del leader delle milizie sciite Naim Qassem.
Il governo libanese ha deciso, per la prima volta nella storia del Paese, l’interdizione di ogni attività militare di Hezbollah, il partito armato anti-israeliano fondato nel 1982. Lo si apprende dal comunicato al termine della riunione del consiglio dei ministri a cui ha partecipato anche il comandante dell’esercito libanese.
La Francia si dice pronta a partecipare alla difesa dei Paesi del Golfo, secondo quanto annunciato questa mattina in una conferenza stampa a Parigi dal ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot. Il ministro ha annunciato il «sostegno intero e la piena solidarietà» di Parigi ai paesi «amici che sono stati bersaglio deliberato dei missili e dei droni delle Guardie della Rivoluzione e sono stati coinvolti in una guerra che non avevano scelto». Ha citato Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Iraq, Bahrein, Oman, Kuwait e Giordania.
I Paesi arabi del Golfo persico: "Attacchi dell'Iran inaccettabili, pronti a reagire"
I Paesi arabi del Golfo alleati degli Stati Uniti si dicono uniti nel valutare ipotesi di risposta militare all’Iran in nome del diritto all’autodifesa dopo gli attacchi iraniani nei loro rispettivi territori. Lo riferisce la tv panaraba al Jazira, che riporta le dichiarazioni, tra gli altri, del portavoce del ministero degli esteri del Qatar, secondo cui gli attacchi iraniani in corso «non possono essere lasciati senza rappresaglia». In un documento congiunto, Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti affermano «il diritto di autodifesa» contro questi attacchi per «difendere i nostri cittadini».
Alta tensione a Cipro, intercettati droni
La riunione informale dei ministri degli Affari Ue (Gac) prevista per oggi e domani a Cipro, è stata rinviata dopo che un drone ha colpito la base britannica di Akrotiri. Lo comunica la presidenza cipriota del Consiglio Ue. «Nelle prime ore del mattino - spiega un portavoce - si è verificato un singolo incidente con un drone che ha preso di mira la base di Akrotiri causando danni limitati. E’ stato confermato che la Repubblica non è stata oggetto di un attacco. Alla luce di questo sviluppo imprevisto, che purtroppo ha avuto ripercussioni sui voli odierni per Cipro la presidenza di Cipro ha deciso di rinviare il Gac», aggiunge.
Intanto sono stati intercettati due droni diretti contro la base britannica della Raf a Cipro. Lo riporta Sky News. In precedenza erano decollati velivoli militari dalla base quando era scattato l’allarme aereo. Secondo il governo cipriota, è stato lanciato un secondo attacco contro la base militare britannica.
La Grecia manda navi e aerei per difendere Cipro
La Grecia invierà due fregate e due caccia F-16 a Cipro, mentre crescono le preoccupazioni per la sicurezza nell’isola mediterranea: lo ha dichiarato il ministro della Difesa Nikos Dendias, come riportato dai media ellenici.
«A seguito degli attacchi non provocati sul territorio di Cipro, la Grecia contribuirà in ogni modo possibile alla difesa della Repubblica di Cipro, al fine di affrontare le minacce e le azioni illegali che si verificano sul suo territorio», ha affermato Dendias.
Attaccato l'ufficio di Netanyahu
L’agenzia di notizie iraniana Tasnim, citando una fonte militare, ha riferito che la nuova ondata di missili contro Israele è diretta anche a colpire l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu e altri «obiettivi strategici» israeliani.
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