ROSETO DEGLI ABRUZZI
(ANSA) - ROSETO DEGLI ABRUZZI, 11 MAR - Istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale è il reato contestato a 14 dei 17 indagati nell'inchiesta che ha portato i militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Teramo a eseguire questa mattina otto misure cautelari, di cui 4 arresti. In carcere è finito colui che viene ritenuto il 'capo', tre persone sono ai domiciliari, altre quattro con obbligo di dimora e firma. Tutto nasce dalle indagini su quello che si era scoperto un agguato preordinato alle forze di polizia in servizio al palazzetto dello sport di Roseto degli Abruzzi l'8 ottobre 2025, con tanto di spranghe, bastoni e sassi nascosti a poca distanza dall'impianto: approfondendo è emerso che il gruppo che si definiva 'Gioventù fascista rosetana' o 'Roseto youth' custodiva striscioni inneggianti al fascismo, foto e 'gadget' hitleriani, gestiva chat inneggianti al razzismo e a imprese criminali come le aggressioni agli immigrati. I carabinieri hanno ricostruito e attribuito a quel gruppo cinque assalti con sassaiole contro il Centro di accoglienza straordinaria (Cas) 'Felicioni' di Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo, e altre aggressioni mirate per le vie della città a cittadini di origini bengalesi, l'ultima a gennaio, come hanno spiegato oggi in conferenza stampa a Teramo il colonnello Massimo Corradetti e il pubblico ministero della Procura di Teramo, titolare delle indagini, Enrica Medori. L'aggressione del gennaio scorso, con il reato di lesioni personali aggravato dai motivi di discriminazione razziale, viene contestata in particolare a 5 dei 17 indagati odierni - tra i 36 i 20 anni -, anche se alcune testimonianze raccolte e alcune immagini degli impianti di videosorveglianza descrivono in circa una ventina i partecipanti alla spedizione punitiva. (ANSA).
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