Egregio direttore, noto con sollievo che come in ogni tornata elettorale che si rispetti, anche a questo giro si assiste all’ennesima esibizione di candidati sindaco che alla spicciolata fanno più o meno tutti capolino nelle zone più problematiche della città per promettere che con loro la situazione migliorerà, perché «è scandaloso che questa zona sia lasciata in tale degrado». Lungi da me fare apologia di non voto, non voglio sentirmi urlare contro che «c’è gente che ha dato la vita per permetterti di votare!» e via discorrendo, però è altrettanto vero che orientarsi in questo ennesimo dedalo di promesse da marinaio è sempre più difficile.
Queste campagne elettorali assomigliano sempre più a spot pubblicitari in cui noi siamo il pubblico consumatore, e ci chiediamo quale sarà il prodotto migliore per pulire la città, renderla migliore, più ricca economicamente e culturalmente, più sicura, più appetibile per i turisti. Già, il turismo… Potremmo considerarlo una inesauribile miniera d’oro se guardassimo solo al patrimonio museale e monumentale della città. Ma ahimè c’è un contorno: fatto di negozi vuoti e sfitti, di ragazzini ubriachi e molesti alle 5 del pomeriggio, di spaccio alla luce del sole e orinatoi a cielo aperto, in un circolo vizioso sempre più difficile da interrompere; questo è lo spettacolo che si trova davanti una famiglia di turisti che esce dal suo bed&breakfast in centro, scelto appositamente perché la zona dovrebbe essere la più bella e tranquilla. Siamo sicuri dunque di potere considerare il turismo una miniera d’oro inesauribile? O forse è meglio cambiare paragone e iniziare a vedere la nostra città come una pianta che dà ottimi frutti, rinomati in tutto il mondo, ma che va curata e innaffiata con amore e non lasciata seccare? Perché questo è quello che sta succedendo: ciò che per un turista è un brutto spettacolo, per Parma sono problemi quotidiani, che la stanno portando su una pessima china. Meglio risolverli prima. Ludovico Del Bono Parma, 25 maggio