LETTERA AL DIRETTORE
Gentile direttore,
siamo gli studenti delle classi terze della scuola di Varano de' Melegari, vorremmo ringraziare pubblicamente il gruppo Alpini del nostro paese per averci offerto un bellissimo viaggio a scopo didattico.
Il 17 aprile siamo partiti la mattina presto per raggiungere i luoghi della Prima guerra mondiale, in particolare siamo stati a Nervesa della Battaglia, un paesino in provincia di Treviso, presso il fiume Piave, ricco di testimonianze di quel periodo storico.
Noi ragazzi di oggi siamo abituati a studiare sui libri, tralasciando l’importanza di molti valori legati alla storia, ma grazie a questa opportunità siamo riusciti a cogliere il significato più profondo della materia.
Per noi è stato di grande interesse anche il modo in cui ce l’hanno raccontata, perché ci ha fatto aprire gli occhi su una nuova realtà, capendo che quello che è successo negli anni 1915-1918 è più vicino a noi di quello che credessimo. Infatti, il fatto di aver avuto come guida lo stesso Presidente dell’Associazione
Matteo Bernardel è stata per noi una grande opportunità che, oltre ad averci fatto entrare in contatto con una fonte locale diretta, ha portato alla conoscenza delle tradizioni e della storia locale. Le vicende di quei giovani che, fedeli alla patria, hanno sacrificato la propria vita ci ha fatto toccare con mano e portato a riflettere su tutte quelle vite spezzate e alla sofferenza di quei poveri ragazzi e ci siamo resi conto che quelle persone potevano essere nostri parenti e sapere il modo crudele in cui sono morti ci fa raggelare il sangue, portando alla considerazione che ricordare è importante.
Il paese sorge alle pendici del colle Montello, lì come prima tappa abbiamo visitato il sacrario, una costruzione rettangolare, che si proietta verso l'alto, dove sono contenuti i resti dei soldati italiani e stranieri che combattevano per la loro patria. Successivamente siamo andati al Sacello dell’Asso degli Assi, l'aviatore italiano Francesco Baracca, che venne colpito da un soldato austro-ungarico durante la guerra, il suo aereo andò a fuoco e il corpo fu ritrovato in un terreno chiamato “Busa delle rane”, ai piedi della collina. Dopo il pranzo offerto dalla Proloco locale, siamo andati sulle rive del fiume Piave dove ci hanno mostrato due bunker e ci hanno spiegato il modo e le condizioni orribili in cui erano costretti a vivere i soldati. Quando siamo entrati nel primo forte, ci siamo immaginati chiusi lì dentro con una cupola d’acciaio sopra la testa e rimbombi continui di ordigni, granate e spari. Nel secondo invece, ci siamo sentiti intrappolati, perché quel luogo era piccolo e angusto.
Nel momento in cui la guida ci ha spiegato che una parte della fortezza si era distrutta a causa di una bomba siamo rimasti esterrefatti, perché le anime presenti in quel momento saranno state in preda al panico e il loro ultimo respiro sarà stato straziante. Successivamente ci hanno portato a vedere degli hangar dove erano contenuti degli aerei, quasi tutte riproduzioni; tra i quali si trova lo SPAD XIII di Francesco Baracca. Ci è piaciuto perché abbiamo visto il primo velivolo costruito dai fratelli Wright e ci ha colpito come si possano ricostruire nei minimi dettagli aeroplani che volavano nel cielo cento anni fa.
Questa è stata l'ultima tappa della nostra escursione, sfortunatamente la nostra giornata si è conclusa e siamo dovuti tornare a casa.
Vorremmo dire queste parole agli Alpini di Varano per fargli avere il nostro riconoscimento:
“Vi ringraziamo e vi siamo molto grati per la giornata che ci avete dedicato, per il vostro impegno, per i valori trasmessi e per averci mostrato con occhi diversi la storia che ci accomuna tutti in modo differente da come l’abbiamo sempre affrontata, per averci insegnato che quello che noi abbiamo e che siamo oggi è anche merito di quei giovani ragazzi che hanno combattuto contro le forze nemiche e che, forse, senza di loro non saremmo più italiani. Ci avete fatto sentire parte integrante del vostro mondo e protagonisti di quella realtà e di quella storia di cui ne siete custodi, riuscendo a sensibilizzarci sull’argomento”.
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