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Al Petitot lo striscione che fa discutere

31 Ottobre 2017, 10:51

Un biglietto da visita infame e infamante per Parma. Lo striscione apparso ieri al Petitot è un becero manifesto, un insulto alla storia (anche di questa città) appeso da chi, dietro il vigliacco paravento dell'anonimato, ha pensato di manifestare implicita solidarietà agli ultras della Lazio. Sulla Gazzetta di Parma in edicola, il commento di Carlo Brugnoli


Sullo striscione, che sta facendo discutere, i Boys hanno inviato un intervento sulla vicenda: 

"Premettiamo che non è nostro compito condannare o meno un adesivo - dice tra l'altro il messaggio dei Boys - crediamo che ognuno sia in grado di trarre le proprie conclusioni in merito, vogliamo mettere invece in risalto quello che è stato costruito intorno a questo adesivo, un castello creato per celare altri problemi, per attaccare il mondo ultras, per dipingere i laziali (in questo caso) come il demone del momento, mentre c’è chi seduto su una poltrona vuole aumentare l’età pensionabile a 67 anni (non l’hanno proposto i laziali), mentre subiamo condanne per tortura (non erano i laziali a picchiare dentro la Diaz), mentre anche il più stronzo degli onorevoli si riempie le tasche mercificando la vita dei cittadini. Non vogliamo essere presi per il c..., non appoggiamo l’adesivo dei laziali ma non crediamo nemmeno sia quello il problema dell’Italia: né comunisti né fascisti... siamo ultras!". 


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