a parma
È partito Pro.Digi: progetto pilota di formazione digitale in carcere per sostenere l’inclusione sociale e lavorativa Formazione digitale in carcere per favorire l’inclusione sociale e il reinserimento lavorativo. È stato presentato il 19 luglio agli Istituti Penitenziari di Parma, Pro.Digi, il progetto di formazione digitale, rivolto principalmente a persone in esecuzione penale interna o esterna, o sottoposte a misure di comunità in Emilia-Romagna, che punta a creare una seconda opportunità per 100 persone in situazione di fragilità, accompagnandole a maturare competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione, oltre che finalizzate al reinserimento lavorativo.
Il progetto, promosso da AECA (capofila), CEFAL Emilia-Romagna e CIOFS FP Emilia-Romagna ETS, e selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, si avvale della indispensabile collaborazione del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) Emilia-Romagna e Marche e dell’Ufficio Interdistrettuale per l'Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) Emilia-Romagna e Marche, che hanno sposato il progetto. Alla conferenza stampa di presentazione che si è svolta oggi, 19 luglio 2024, presso la sala Teatro degli Istituto Penitenziari di Parma, hanno preso parte il Dirigente dell’Ufficio III del PRAP Emilia-Romagna e Marche, Marco Bonfiglioli; Laura Torre, Direttrice dell’UDEPE di Parma, Reggio Emilia e Piacenza; la Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa Sociale, Martina Lascialfari; Giacomo Sarti di AECA e CEFAL Emilia-Romagna; Silvia Biglietti, Presidente di CIOFS FP Emilia-Romagna ETS e il Comandante della Polizia Penitenziaria di Parma, Massimo Bertini. La fase operativa di Pro.Digi ha preso il via in queste settimane proprio presso gli Istituto Penitenziari di Parma dove, all’interno del reparto di alta sicurezza, e all’esterno nel Comune di Fidenza presso una comunità socioriabilitativa, sono state allestite due aule di informatica e avviata l’attività formativa con due classi complessivamente di 21 persone in esecuzione penale. Ad ottobre sarà organizzato un ulteriore corso per detenuto Media Sicurezza, per ulteriori 10 persone, che potrebbero effettuare anche uno stage esterno. Il coordinamento del progetto in carcere è curato da Giuseppe La Pietra e da Giada Cicchiello di CEFAL.
Nel reparto di alta sicurezza l’attività formativa è stata avviata con una classe di dieci detenuti, selezionati dall’Area Giuridico-Pedagogica e dallo sportello di orientamento di AECA, attivo da tempo nell’istituto. In questo caso sono state coinvolte persone con fine pena lunghi, nel tentativo di innescare percorsi per la “cittadinanza digitale” anche in carcere, e per formare comunque persone che possano successivamente lavorare, anche se recluse, negli “spazi lavoro/imprese digitali” interne alle carceri o - se nei termini - accedere alle misure alternative alla detenzione in imprese esterne. Parallelamente alle attività avviate all’interno degli Istituto Penitenziari di Parma, una seconda classe ha iniziato il proprio percorso formativo a Fidenza, presso una comunità socio-riabilitativa. Il gruppo è composto da 11 persone, sia uomini che donne, di cui 6 in pena esecutiva esterna (in carico a UIEPE) e 5 in carico ai servizi sociosanitari (SERT). In futuro, in collaborazione con altri istituto di detenzione, saranno coinvolte soprattutto persone in scadenza di pena, che potranno godere di un accompagnamento personalizzato al reinserimento sociale e lavorativo.
Il direttore degli Istituti Penitenziari di Parma, Valerio Pappalardo, primo in Emilia-Romagna, ha accolto con grande convinzione il progetto pilota, e durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa ha riferito: «Sono orgoglioso di dirigere gli Istituti Penitenziari di Parma individuati quali attuatori del progetto pilota di formazione digitale in carcere, per il Provveditorato dell’Emilia Romagna e Marche. Ben lungi dall’essere il solito corso di informatica, Pro.Digi consentirà ad una rosa di detenuti di acquisire non solo nozioni di alfabetizzazione informatica ma, altresì, competenze propedeutiche alla creazione e consultazione del fascicolo personale digitale per la cittadinanza e l’inclusione. Il progresso avanza e l’obiettvo è quello di restituire alla società soggetti migliori, in grado di inserirsi in un contesto esterno senza sentire il peso dell’isolamento causato dal periodo trascorso in carcere, luogo in cui talvolta pare fermarsi il tempo, mentre tutto fuori cambia e si evolve».
Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la proposta formativa di Pro.Digi si articola in tre distinte fasi: • La prima consiste nell’intercettare e selezionare i beneficiari dei corsi, costruire i percorsi (individuali, o di gruppo) per livello di competenza e riallineare le competenze dei partecipanti con corsi di lingua italiana o di pre-alfabetizzazione digitale; • Nella seconda fase vengono sviluppati i moduli di formazione digitale: i percorsi sono svolti in presenza da esperti formatori digitali, presso aule e laboratori informatici attrezzati, tramite sessioni di micro-learning. Sono previsti anche cicli di accompagnamento orientativo: skills balance, consolidamento delle autonomie, ricerca attiva del lavoro; • Infine, nella terza fase, viene garantito supporto ai corsisti nel loro percorso di inserimento lavorativo, in collaborazione con gli enti partner e le Agenzie per il lavoro ad essi collegate.
Il progetto è stato selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa sociale. Il Fondo per la Repubblica Digitale è nato da una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri) e, in via sperimentale per gli anni 2022-2026, stanzia un totale di circa 350 milioni di euro. È alimentato da versamenti effettuati dalle Fondazioni di origine bancaria. L’obiettivo è accrescere le competenze digitali e sviluppare la transizione digitale del Paese. Per attuare i programmi del Fondo - che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e dall’FNC (Fondo Nazionale Complementare) - a maggio 2022 è nato il Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa sociale, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata da Acri. Per maggiori informazioni www.fondorepubblicadigitale.it.
«Secondo l’ultimo report Istat sulle competenze digitali, nel 2023 nel nostro Paese solo il 45,9% degli adulti possiede competenze digitali adeguate, oltre un terzo (36,1%) ha competenze insufficienti e il 5,1%, pur essendo utente di Internet, non ha alcuna competenza. Questa carenza da un lato limita i diritti di cittadinanza di buona parte della popolazione, dall’altra penalizza i processi di crescita del Paese, che affronta la transizione digitale con un ampio digital skill mismatch. Per contribuire a contrastare questi effetti negativi e coglierne tutte le opportunità è nato il Fondo per la Repubblica Digitale, una virtuosa partnership tra pubblico (Governo) e privato sociale (Fondazioni di origine bancaria), che si prefigge l’obiettivo di migliorare le competenze digitali del Paese. In par-colare il bando Prospettive, nell’ambito del quale è stato selezionato e sostenuto il progetto Pro.Digi, mira ad accompagnare lo sviluppo delle competenze digitali di donne e uomini ai margini del mercato del lavoro – disoccupati e inattivi, tra i 34 e i 50 anni, per offrire loro migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. Affinché il digitale sia davvero un’opportunità per il Paese ci impegniamo affinché nessuno rimanga indietro: per questo sosteniamo un progetto come Pro.Digi, che si rivolge principalmente a persone in esecuzione penale o sottoposte a misure di comunità» – ha dichiarato Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, che è intervenuta personalmente alla conferenza stampa. «Crediamo fortemente nella funzione sociale di questo progetto – racconta il direttore dell’area Formazione Adulti e Servizi per il Lavoro di AECA, Massimo Peron -. AECA associa 13 enti di formazione professionale in Emilia-Romagna, promossi da enti di ispirazione cristiana, alcuni di origine secolare. Attraverso le attività dei suoi centri associati, AECA favorisce l'ingresso nel mondo del lavoro di persone fragili e vulnerabili in raccordo con i servizi territoriali di riferimento. Il lavoro che s-amo conducendo attraverso i nostri associati CEFAL Emilia Romagna e CIOFS FP Emilia-Romagna nell’ambito di Pro.Digi va proprio in questa direzione: lo strumento digitale può essere centrale nel dare una seconda opportunità - a livello sociale e lavorativo – alle donne e agli uomini che ne beneficeranno, integrandosi con le diverse attività di formazione professionale che da anni conduciamo in diversi carceri e servizi di esecuzione penale esterna sul territorio emiliano-romagnolo. Contiamo così di poter contribuire a dar vita a tanti “nuovi inizi digitali”».
Complessivamente sono stati finanziati dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, nell’ambito di Pro.Digi, 10 percorsi formativi da 183 ore ciascuno (più 10 individuali), che andranno a intercettare complessivamente 100 destinatari. Dopo le prime due classi attivate nel territorio parmense e dopo quella che partirà in autunno, Pro.Digi verrà realizzato in altre aree della Regione Emilia-Romagna, grazie al lavoro condotto in sinergia con il PRAP e l’UIEPE Emilia-Romagna e Marche. In autunno partiranno nuovi corsi nelle carceri di Bologna, Ferrara, e a Modena, Reggio Emilia e Piacenza in esterno. Da gennaio 2025 saranno coinvolti anche gli Istituti di Reggio Emilia e Castelfranco Emilia e l’UEPE di Bologna. Un dialogo è stato intavolato anche con gli Istituti Penitenziari di Rimini e Ravenna. Ogni Istituto/UEPE formerà una classe composta da dieci persone in esecuzione penale di età compresa tra i 34 e i 50 anni.
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