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Scala: interminabili applausi per il Presidente Mattarella alla Prima del Macbeth. Guarda chi c'era - Foto

07 Dicembre 2021,18:12

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato accolto da interminabili applausi  alla Scala di Milano, dove assiste, accompagnato dalla figlia Laura, alla Prima del Macbeth, in quella che potrebbe essere la sua ultima presenza all’appuntamento di Sant'Ambrogio da Capo dello Stato.

Ad accoglierlo con una stretta di mano, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il governatore lombardo, Attilio Fontana e il Prefetto di Milano, Renato Saccone. Poco prima del presidente era arrivata al Teatro alla Scala, anche la presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

Pubblico tributa ovazione a Mattarella, 'Bis' - Il pubblico della Prima della Scala, così come avvenuto in altre occasioni, tutto in piedi, ha tributato una ovazione al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al suo ingresso, con la figlia Laura, nel palco d’onore. Dal pubblico numerose grida di 'Bis' rivolte al presidente della Repubblica. L’applauso si è prolungato per alcuni minuti.

Il Loggione della Scala ha parlato forte e chiaro chiedendo a gran voce a Sergio Mattarella il bis al Quirinale. Per il Presidente della Repubblica, ricevere l'ovazione del pubblico del teatro milanese non è certo una novità: è accaduto durante tutte le prime del suo settennato. Ma stavolta, a pochi mesi dalla fine del suo mandato, alla sua «ultima volta» alla «prima» più prestigiosa d’Italia, quella richiesta del 'bis' assume un significato particolare, certamente affettivo ma in qualche modo anche «politico». Definisce comunque il sentimento di gran parte dei cittadini.
Tutto è accaduto quando il pubblico, tutto in piedi, ha tributato un lunghissimo applauso al Capo dello Stato, al suo ingresso, con la figlia Laura, nel palco d’onore. Ma insieme agli applausi di rito, si sono levate numerose grida di 'bis', come quelli che si lanciano ai grandi artisti per invitarli a rimanere sul palco per esibirsi ancora. Alla fine dell’applauso, durato oltre 6 minuti, come di consueto, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, l’orchestra diretta dal maestro Riccardo Chailly ha intonato l’inno di Mameli, cantato anche da molti spettatori in sala.
Un’ipotesi, quella della sua rielezione, che Mattarella ha più volte escluso, ma che, alla luce di questa serata dal sapore molto particolare, inevitabilmente torna alla ribalta. Un bis che è stato al centro della soireè, non solo tra il pubblico, ma anche nelle parole dei suoi tanti protagonisti, da Giorgio Armani - «mi dispiace che se ne vada», il suo commento, a Roberto Bolle. Anche per l’etoilè «è un grande dispiacere» che Mattarella lasci il Colle. «Mi ha insignito grande ufficiale della Repubblica. Abbiamo un legame particolare. E’ una persona che stimo e ammiro moltissimo», aggiunge.


Ma il prossimo Presidente non si elegge alla Scala ma a Roma, dove il dibattito tra le forze politiche e all’interno delle coalizione è ormai entrato nel vivo. A tenere banco è il riavvicinamento tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni dopo qualche leggero dissapore. Il Cavaliere, in segno di omaggio alla sua ex ministra, s'è collegato telefonicamente con la festa di Atreju per lodare l’opposizione di Fratelli d’Italia, definendola non solo ovviamente legittima ma anche «seria, responsabile, sempre nell’interesse della Nazione». Quindi ha ribadito che per Forza Italia la scelta del «centrodestra è irreversibile». Infine l’annuncio che prima possibile firmerà la proposta di legge di iniziativa popolare a favore dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Una mossa accolta con grande favore anche da Matteo Salvini: «Presidenzialismo, federalismo e riforma della giustizia: su queste basi il centrodestra può lavorare unito per modernizzare il Paese», commenta a caldo il segretario leghista. Da Lorenzo Cesa, infine, l’appello a «Giorgia e Matteo» a sostenere Il Cavaliere per il Colle. Ipotesi però stoppata anche oggi da Giuseppe Conte, favorevole «a un Presidente che possa unire il Paese, garante di tutti, non solo di una parte». Se il Presidente di Italia Viva, Ettore Rosato prevede» una larga convergenza della maggioranza di governo», Matteo Renzi nel promuovere un «polo di centro», sottolinea che questa partita deve però essere distinta da quella per il Quirinale.

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