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IL DISCO

“Fetus”, Battiato esplora la vita

“Fetus”, Battiato esplora la vita

di Michele Ceparano

21 Gennaio 2022,16:12

Cinquant'anni fa usciva “Fetus”, il primo album in studio di Franco Battiato per l'etichetta “Bla Bla”. Quello del grande artista siciliano scomparso l'anno scorso è un lavoro innovativo, elettronico e prog, come chi ha seguito l'evoluzione del geniale cantautore può ben comprendere. “Fetus” è, però, in linea con i gloriosi, almeno per la musica, anni Settanta, un concept, ispirato a “Il mondo nuovo”, romanzo di fantascienza distopica dello scrittore inglese Aldous Huxley scomparso nel '63, le cui storie avveniristiche sono state anche oggetto di trasposizione cinematografica. Battiato si dimostra, inoltre, un precursore anche sul piano degli strumenti, dal momento che in “Fetus” utilizza, tra i primi in Italia seguito da storiche band come il Banco, la Pfm e Le Orme, un sintetizzatore Vcs3.

Copertina quanto mai eloquente, in questo lavoro Battiato non nasconde le sue ambizioni e nei testi scritti con Sergio Albergoni e nella musica composta assieme a Pino Massara, descrive la vita dal concepimento al parto. Non è certo il Battiato che verrà, dei successi entrati nel lessico di tutti i giorni, ma “Fetus” è utile per capirne la straordinaria evoluzione. Tra i brani più interessanti dell'album, che dura trenta minuti esatti, la title track, con tanto di battito cardiaco che di lì a poco proporranno anche i Pink Floyd in “Speak to me”, brano d'apertura di “The dark side of the moon”, uno dei loro capolavori uscito nel '73. Oppure “Fenomenologia” in cui l'artista siciliano canta addirittura la formula matematica del Dna. O ancora “Meccanica” che pare rivisitare “Frankestein” di Mary Shelley. Ma, interessanti, sono anche “Cariocinesi”, “Anafase” e, il pezzo di chiusura, “Mutazione”. Un album che qualcuno giudicherà anche pretenzioso, ma che chi voglia avere uno sguardo d'insieme della corposa produzione discografica di Battiato, non potrà certamente tralasciare.

Nello stesso anno uscirà “Pollution”, poi Battiato continuerà nella sperimentazione, a tratti anche piuttosto ardita. Usciranno, infatti, altri lavori interessanti, e oggi molto rivalutati, come “Sulle corde di Aries” (1973) e “L'Egitto prima delle sabbie” (1978). Nel '79 Battiato pubblica “L'era del cinghiale bianco”, scritto insieme a Giusto Pio, che vende poco ma che rappresenta, con testi ispirati a pensatori come Guenon e Gurdjieff, un dei suoi lavori più riusciti. Nel 1980 esce “Patriots”, finalmente anche il suo primo successo commerciale. Poi, arriva “La voce del padrone”, il disco dei record, di vendite e citazioni. Ma queste sono solo alcune tappe di una carriera inimitabile.

Meccanica [Fetus 1972] - Franco Battiato - YouTube

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