REGGIO EMILIA
Nella foto, lo zio Danish e Saman Abbas
Saman aveva paura. «Ci disse che il padre era capace di tutto, era molto ricco e molto potente in Pakistan. Maltrattava lei e la madre, era capace di lasciarle fuori di casa al freddo e al caldo. Era un uomo violento». Così Angela Oliva, assistente sociale dell’Unione Bassa Reggiana, che ha preso in carico Saman una volta divenuta maggiorenne, ha ripercorso in aula oggi le confidenze di Saman negli ultimi suoi mesi di vita, davanti alla Corte d’Assise di Reggio Emilia.
L'avvocato difensore dello zio Danish: "Avevano un buon rapporto"
«Lo zio Danish e Saman, da quanto emerge dai documenti in mio possesso, avevano un ottimo rapporto e lui in nessun modo ostacolava il suo processo di occidentalizzazione che era già iniziato». Così l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Danish Hasnain, è intervenuto a margine dell’udienza odierna per il delitto di Saman Abbas, davanti alla Corte d’Assise di Reggio Emilia.
In aula ha poi chiesto all’assistente sociale che per prima si occupò del caso della giovane se lei avesse mai parlato dello zio e la risposta è stata: «No». Danish è a processo con i cugini di Saman, Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz e con i genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, entrambi in Pakistan, il padre agli arresti, la madre latitante.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata