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REGGIO EMILIA

Pm, la pala per la fossa di Saman è la firma dell'omicidio

Saman

17 Novembre 2023, 11:05

«Se lo scavo indiscutibilmente è stato fatto anche con quella pala e quella pala indiscutibilmente è stata trovata a casa dei tre imputati, questa è la firma dell’omicidio». Lo ha affermato il procuratore Gaetano Calogero Paci, ripercorrendo in requisitoria le prove a carico degli imputati e in particolare, in questo passaggio, riferendosi allo zio di Sama n Abbas, Danish Hasnain e ai due cugini, Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz. Paci ha infatti ricordato come la perizia medico legale e sullo scavo abbia indicato come per la fossa siano stati utilizzati badili compatibili con quelli trovati a casa dei tre, vicina all’abitazione dove viveva la famiglia Abbas. «Non si è trattato di uno scavo improvvisato, ma ha tenuto conto delle dimensioni di chi doveva ospitare», ha aggiunto citando sempre la perizia. «La fossa era stata originariamente predisposta e preparata e quando il corpo era pronto per essere depositato ci si è accorti che doveva essere allargato». «Saman è stata uccisa, per asfissia - ha detto ancora Paci - generata con un gesto meccanico che ha portato alla rottura della parte sinistra dell’osso ioide. I periti hanno indicato come dinamica lo strangolamento o strozzamento, prediligendo la seconda ipotesi: una costrizione con le mani o con altre parti del corpo».

«La barriera all’anelito di vita di Saman è stato il sistema valoriale della famiglia. 'Una pazzà, come la definì Nazia, la madre, non poteva permettersi di mettere in discussione l’onorabilità della famiglia. Ma Saman aveva una forza sovversiva che esercitava inconsapevolmente: voleva solo vivere la sua vita, camminare mano nella mano per le strade di Bologna, scambiarsi un bacio». Lo ha detto il procuratore Calogero Paci, parlando della 18enne pachistana uccisa a Novellara a fine maggio 2021.

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