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MAGISTRATURA

Termine razzista su una cartellina: avvocato sospeso per 60 giorni a Ravenna

La parola 'negro' su una cartellina, stop ad avvocato

01 Aprile 2025, 20:59

(ANSA) - Aveva scritto la parola «negro» su una cartellina che il 20 febbraio 2020 aveva portato con sé davanti al Gup Corrado Schiaretti del Tribunale di Ravenna. Per questo motivo l’avvocato Francesco Minutillo del Foro di Forlì - Cesena, è stato sospeso in via disciplinare dal consiglio nazionale forense per 60 giorni.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Minutillo, noto anche per avere scritto un libro che ha sollevato polemiche («Anche i fascisti hanno diritti»), promettendo «ora una battaglia di libertà». A sollevare il caso sul proprio profilo Facebook, era stato il giudice di Cassazione Roberto Riverso postando una foto dalla quale aveva cancellato i nomi dei protagonisti. L’epiteto era stato scritto a pennarello sul bordo del fascicolo, al posto del nome di un nigeriano imputato nel procedimento nel quale Minutillo rappresentava due agenti feriti in stazione a Faenza. Per Riverso, in passato alla sezione lavoro di Ravenna, si trattava di una «confessione dell’estraneità di questo soggetto alla civiltà del diritto. Una barbarie».

Minutillo ha ora invece stigmatizzato il provvedimento sottolineando che si trattava di «una cartellina interna di studio. Non in un atto giudiziario, non in aula, non in una comunicazione rivolta alla controparte: ma su un fascicolo cartaceo riservato alla gestione interna dello studio per identificare una controparte di cittadinanza nigeriana, dal nome lunghissimo e impronunciabile. Per di più fotografato di nascosto e diffuso alla stampa». Nonostante ciò, «si ferma un avvocato non per ciò che ha fatto, ma per ciò che ha scritto in privato». Circa il termine usato, «lo scrivono anche fior di linguisti e sociologi di ogni più varia sensibilità politica. Ha ragione il generale Vannacci: il termine "negro", assunto al di fuori di ogni altro contesto, non costituisce offesa». Per Minutillo in definitiva «questa non è giustizia, è ideologia travestita da moralismo, polizia linguistica». Perciò «impugnerò la decisione innanzi alle sezioni unite della Cassazione e, se necessario, alla Corte Europea dei diritti dell’uomo». (ANSA).

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