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Torna il Meeting Giovani: e i ragazzi «liberano la testa»

Torna  il Meeting Giovani e i ragazzi «liberano la testa»

di Giovanna Pavesi

07 Maggio 2022, 08:23

Promuove la salute, il dialogo e la prevenzione del disagio tra i ragazzi ed è un progetto che abbraccia l’intero anno scolastico. Realizzato dallo Spazio giovani dell’Ausl, con la collaborazione del Comune, dell’Ufficio scolastico provinciale di Parma e Piacenza, dell’università, dell’associazione Galleria dei pensieri e Compagnia Era Acquario, con il patrocinio della Regione, il «Meeting Giovani», con la fine dell’emergenza sanitaria, torna in presenza nella sua 28esima edizione.

Il titolo di quest’anno, scelto dai ragazzi, che sono coinvolti in ogni aspetto organizzativo dell’evento (Giulia Franza, per esempio, studentessa di grafica del Toschi, ha realizzato l’immagine del meeting), è «Libera la testa».
Dall’11 al 13 maggio al Teatro al Parco, sono state pensate una serie di iniziative creative e artistiche, tra cui anche un’esposizione di sculture a cura degli allievi del Toschi, per alleggerire i carichi mentali di ciascuno e i pesi sul cuore, derivati anche dalle complessità del periodo appena vissuto.
«Apriamo con ancora più allegria questa iniziativa, dopo che, negli ultimi due anni, non si è potuta realizzare del tutto in presenza - ha detto, in apertura, Romana Bacchi, sub commissaria sanitaria Ausl Parma -. Questa è la fascia di popolazione più colpita dalla pandemia e dalle sue turbolenze sociali e l’appuntamento è importante perché per poter decidere in maniera positiva della propria salute, è fondamentale conoscere se stessi».
Al meeting di quest’anno hanno aderito 13 scuole, 8 Centri giovani, 12 associazioni, cooperative, enti e compagnie e ha collaborato, con una puntata speciale, anche Radio «R.O.B.» dell’Ospedale dei Bambini.
«Il meeting è nato dal confronto tra studenti e adulti ed è, da sempre, un modo per comprendere e conoscere il mondo dei ragazzi», ha spiegato la responsabile dello Spazio giovani dell’Ausl, Carla Verrotti, definendo i ruoli degli insegnanti e dei facilitatori che, come degli «intermediari» ideali si pongono tra i due mondi.
Per Elisabetta Zanichelli, responsabile dell’Ufficio integrazione e formazione, Ufficio scolastico provinciale, questa iniziativa «lascia il segno» per il «clima di apertura e di collaborazione» che «restituisce una fiducia reciproca, che si ritrova nelle edizioni successive». «Un’occasione di incontro importante, per ascoltare ciò che emerge in termini di creatività, bisogni e aspirazioni dal mondo dei giovani - ha aggiunto Marco Deriu, professore associato del Dipartimento di Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali dell’università di Parma -. L’ateneo ha contribuito sul piano di lavoro di progettazione e ricerca e continuerà a farlo. Quest’anno, infatti, abbiamo pensato a una coda del meeting, con un ulteriore appuntamento il 19 maggio, in cui ascolteremo le voci dei ragazzi sui due anni di pandemia».

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