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Siccità, l'Emilia ha presentato la richiesta di stato di emergenza nazionale. A Parma e Piacenza acqua dalla diga del Brugneto

Cento giorni senza piogge, siccita' grave per il Po

29 Giugno 2022,15:57

Siccità, la Regione Emilia-Romagna presenta al Governo la richiesta dello Stato di emergenza nazionale, per il perdurare e l’aggravarsi della crisi idrica.

La richiesta ufficiale è stata firmata e inviata questa mattina dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

“Considerate le caratteristiche, la natura e l’estensione degli eventi, anche con prevedibili aggravamenti nei prossimi mesi, si richiede- scrive il presidente Bonaccini- la delibera dello stato di emergenza nazionale per la grave crisi idrica in atto sull’intero territorio della Regione Emilia-Romagna. Prendendo in considerazione le proposte di intervento arrivate anche nelle ultime ore, sale a 36 milioni e 700mila euro la stima delle risorse necessarie per fronteggiare le criticità: una cifra comprensiva degli interventi più urgenti da mettere in campo con immediatezza e delle opere da attuare nel medio termine”.

Nei giorni scorsi si è svolto un importante lavoro di coordinamento tra Regione, Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Atersir, gestori del servizio idrico integrato, Consorzi di bonifica e Anbi per censire tutte le azioni necessarie nell’immediato per affrontare l’emergenza.
Come previsto dal Codice di Protezione civile, si tratta delle misure di assistenza alla popolazione, ad esempio l’eventuale fornitura di acqua attraverso autobotti e gli interventi urgenti per ripristinare la funzionalità dei servizi pubblici e delle reti, per salvaguardare la riserva idropotabile e proteggere gli habitat, specie la fauna ittica.

Cosa serve
Dalla ricognizione, emerge un fabbisogno di oltre 36,7 milioni di euro per rispondere alle criticità, comprese le proposte di intervento formulate nelle ultime ore da Consorzi di Bonifica, Comuni e servizi tecnici regionali. Le opere più urgenti e le misure di assistenza alla popolazione, per quanto riguarda l’idropotabile, ammontano a 11 milioni, con più di 4 milioni e 200 mila euro di già in corso o di prossimo avvio tra fornitura di acqua con autobotti, scavo di pozzi, posa di nuove condotte e di sistemi di pompaggio.
Altri 2 milioni e 700 mila euro circa afferiscono all’irriguo e, per oltre 1 milione, fanno riferimento a progettualità già in atto o in partenza: impianti di pompaggio, installazione di elettropompe e dragaggi della sezione di presa degli impianti, per fare qualche esempio.
Va aggiunta poi una quota di quasi 23 milioni di euro - la maggior parte (16 milioni e mezzo) sull’idropotabile - per interventi di riduzione del rischio residuo, da attuare nel medio termine e dunque non finanziabili con la prima fase dello stato di emergenza.
Si tratta comunque di opere non previste, a oggi, in altri percorsi di finanziamento attivi e strettamente legate alla risoluzione delle criticità.
Lo scorso 21 giugno, il presidente Bonaccini aveva dichiarato lo stato di crisi regionale per la criticità idrica sull’intero territorio emiliano-romagnolo disponendo che gli enti competenti attuino gli interventi necessari a contenere e ridurre le conseguenze della crisi in atto, compresa l’attivazione, ove possibile, di fonti alternative di approvvigionamento idrico.

Bonaccini: "Accordo con Toti: verso Parma e Piacenza acqua dalla diga del Brugneto"

«Questa è un ordinanza di un sindaco ma penso che i problemi siano altri», «in questi minuti io firmo non un’ordinanza per gli shampoo ma un’ordinanza per l'emergenza nazionale - prima regione a farla al Governo - perchè chiediamo 32 milioni per interventi come autobotti dove servono, nel Parmense, o per interventi di manutenzione sui canali nel Piacentino e nel Ferrarese». Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, ospite di Morning News su Canale 5 rispondendo a una domanda sull'ordinanza del Comune di Castenaso (Bologna) che tra le misure anti spreco dell’acqua vieta il secondo lavaggio ai parrucchieri.
«Ho raggiunto un accordo col mio collega Giovanni Toti, che ringrazio, per il rilascio di alcuni metri cubi di acqua dalla diga del Brugneto, dalla Liguria verso Parma e Piacenza. Poi siamo in campo - prosegue - Anche se in questo momento non ci sono elementi drammatici di razionamento, ci sono ordinanze che vengono fatte dai sindaci per chiedere di non sprecare acqua».
Bonaccini sottolinea la necessità di interventi strutturali, anche da realizzare con fondi del piano Anbi e del Pnrr, tra i quali nuovi invasi per garantire acqua in futuro, e manutenzione delle reti idriche per avere sempre meno sprechi.

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Luca72

    29 Giugno 2022 - 16:22

    Considerando che la diga del Brugneto scarica nel fiume Trebbia che si trova ben lontano dalla nostra provincia, vorrei chiedere al sig. Bonaccini, come fa l'acqua ad arrivare a Parma ?? Guardi che le elezioni sono finite, non serve più fare campagna elettorale !!

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