Politica
Il Consiglio comunale, che si doveva tenere oggi alle 18, è saltato e si svolgerà lunedì 9 gennaio 2023 sempre alla 18 (e in seconda convocazione in caso di mancanza del numero legale il 10 gennaio) per un errore di notifica ai consiglieri comunali che non sono stati avvertiti nei modi dovuti da regolamento. Oggi si doveva discutere la nomina del Garante dei detenuti.
In merito, si registra - informa un comunicato stampa del Comune di Parma - la presa di posizione del Presidente del Consiglio Comunale, Michele Alinovi, che ha precisato, rivolgendosi ai Consiglieri Comunali: "Nonostante la convocazione del Consiglio Comunale odierno sia stata regolarmente firmata dalla Presidenza del Consiglio nel rispetto dei tempi dettati dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale - oltre a essere stata inviata una e-mail di convocazione ai Consiglieri Comunali, alla Giunta, ai Dirigenti Comunali, ai Consigli dei Cittadini Volontari e agli organi di stampa - a causa di un mero errore materiale di mancato invio della PEC di convocazione, il Consiglio Comunale di oggi non potrà avere luogo. Mi scuso personalmente e anche in nome e per conto degli uffici per il disguido e vi comunico fin da ora che ci siamo immediatamente attivati per una nuova convocazione per il giorno 9 gennaio 2023 alle ore 18.00 al fine di garantire la più ampia partecipazione dei Consiglieri Comunali, consapevoli che la nomina del “Garante delle persone private della libertà personale” riveste grande importanza per la nostra comunità tutta".
“Il consiglio comunale di Parma - scrivono in una nota Laura Cavandoli e Pietro Vignali - deve, secondo regolamento, essere convocato tramite PEC almeno cinque giorni prima della riunione. La convocazione per la riunione odierna non è stata inviata in modo conforme come abbiamo evidenziato agli altri capigruppo, pertanto non è valida e la riunione non deve tenersi".
"Non sussistono nemmeno - continua la nota - le ragioni di una immediata convocazione d'urgenza, come è stato ventilato dalla Presidenza del consiglio comunale, dal momento che è prevista la discussione di una unica deliberazione, quella di votazione del garante dei detenuti, che non risulta tale non essendoci una scadenza di legge e, del resto, non essendo prevista come urgente dal foglio di convocazione del consiglio comunale odierno erroneamente notificato. Alla luce dell’importanza della votazione e della delicatezza della delibera che coinvolge i nove soggetti che hanno mandato la propria candidatura a garante appare evidente il necessario rispetto di leggi e regolamento”.
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