La polemica
Foto d'archivio
- “Spiace - dichiara la deputata parmigiana della Lega Laura Cavandoli - dover appurare che sul Ponte Nord di Parma il Comune e l’Autorità di Bacino stiano giocando allo ‘scaricabarile’. Preme ricordare che la Lega, dal 2019 si è mossa per sollecitare più volte il Comune, proprietario della struttura, ad attivarsi per dare un futuro alla parte coperta del ‘Terzo Ponte abitabile d’Italia’".
"L’abitabilità - continua la Cavandoli - è stata ottenuta con l’approvazione dell’emendamento del senatore Campari al decreto Sbloccacantieri 2019. Un emendamento puramente tecnico senza previsione di finanziamenti. Spettava poi al Comune muoversi per procedere alla sua utilizzabilità e individuarne la destinazione. Peccato che ad oggi, dopo ben quattro anni, non ci sia nessun progetto, nonostante l’accordo tra Comune, Regione, Provincia e Autorità di bacino dell’aprile 2022 che l’amministrazione Pizzarotti, proprio a ridosso delle elezioni, volle sottoscrivere affinché l’Autorità di Bacino realizzasse uno studio preliminare. Accordo rimasto lettera morta, come si legge sulle pagine della Gazzetta, tanto che lo stesso segretario dell’Autorità di Bacino, dottor Bratti, non ha neppure dato l’incarico per effettuare lo studio tecnico economico".
"Già dal 2019 - conclude la Cavandoli - la Lega al Governo ha fatto la sua parte, ma evidentemente il Comune non ha a cuore il futuro del Ponte Nord. Nessun interesse è stato dimostrato per rilanciare il Ponte, recuperandolo dal degrado e da una situazione di abbandono, se dopo quattro anni di annunci, strette di mano e comunicati stampa roboanti per rassicurare la comunità, solo oggi ci si è posti davanti alla realtà per cui non è possibile procedere nella direzione annunciata, e si è ritenuto di scaricare le colpe sull’ incolpevole attuale Governo. Da quel 10 novembre 2012 in cui il Ponte Nord, in realtà denominato Ponte Europa, fu consegnato alla città e all’amministrazione Pizzarotti, il Comune di Parma non ha fatto nulla di concreto per trovarne una destinazione, quasi volendo mettere alla berlina i segni dell’abbandono e del progressivo degrado, come sta avvenendo anche per il Teatro dei Dialetti. La Lega ha dimostrato grande impegno per invertire la rotta e garantire piena fruibilità degli spazi sovracostruiti, attraverso quell’emendamento al decreto Sbloccacantieri 2019 che ha consentito, lo cito testualmente, ‘l’utilizzo permanente attraverso l'insediamento di attività di interesse collettivo sia a scala urbana che extraurbana, anche in deroga alla pianificazione vigente, nel rispetto della pianificazione di bacino e delle relative norme di attuazione. Tale utilizzo costituisce fattispecie unica e straordinaria. I costi per l'utilizzo di cui al presente comma gravano sull'ente incaricato della gestione e non comportano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica'".
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