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Vandalismo

Ponte Romano senza pace: gli stupidi colpiscono ancora

Vandalismo

di Michele Ceparano

10 Agosto 2025, 10:54

Gli «stupidi» - così li aveva definiti anche troppo generosamente nei giorni scorsi su Facebook il sindaco di Parma Michele Guerra - sono tornati, armati stavolta di gesso, a colpire nel sottopassaggio del Ponte romano, uno tra i tanti luoghi di grande fascino di cui Parma è ricca. Evidentemente incapaci di manifestare il loro «furore artistico» in altro modo che non sia scrivere sugli storici muri, i vandali hanno di nuovo imbrattato l'intonaco, lasciando come firma il nome di una nazione, anch'essa piena di opere d'arte (ma gli imbrattatori probabilmente neppure lo sanno). A inizio agosto la Gazzetta, a firma di Andrea Grassi, aveva riportato lo stato in cui versava del sottopassaggio. «Tra vernice e spray - il titolo - si scrive il triste destino del Ponte romano» ricordando, tra gli altri cenni storici, che questo «simbolo della Parma romana» rappresenta «l'opera architettonica più importante di quel periodo che sia rimasta in città». Una storia travagliata, quella del ponte, dalle origini in legno nel 187 a.C. alla ricostruzione da parte dell'imperatore Teodorico nel 493. Poi, nei secoli, le piene e la «scomparsa» sotto terra e detriti. Nell'Ottocento l'inizio del ritorno alla luce (un'arcata fu anche soffitto dell'osteria «La grotta azzurra») fino alla rinascita nel 1967 quando, inglobato nel nuovo sottopassaggio, divenne uno dei «salotti» della città. Poi un'altra «caduta» e la riqualificazione nel 2018. Ma il manufatto non vive da tempo giorni di gloria preso di mira da vandali a colpi di spray e da maleducati (per non dire di peggio) che lì urinano e abbandonano rifiuti. Dopo il penultimo «attacco al ponte» di inizio agosto il Comune era sceso in campo riverniciando quanto era stato scarabocchiato.

«Bastano tre stupidi per rovinare un luogo che conserva una delle poche memorie romane di Parma - aveva scritto appunto il sindaco sulla sua pagina Facebook -. Bastano tre stupidi per far lavorare gli operai comunali e per far impiegare fondi pubblici, di tutti noi, in una calda giornata d’agosto. Abbiamo ripristinato le mura del Ponte Romano in poche ore dopo le scritte apparse nei giorni scorsi. Prendersi cura della città significa farlo insieme - aveva aggiunto -, è un modo di pensare la città come fosse la propria casa, dove ognuno fa la propria parte. Chi non rispetta lo spazio pubblico, non rispetta la comunità e dunque nemmeno se stesso. Non bisogna arrendersi all’inciviltà di pochi, che è la prima nemica delle amministrazioni e dei cittadini».
Lezione imparata? Neanche per sogno perché è delle ultime ore la segnalazione (con tanto di foto che pubblichiamo) di nuove scritte comparse nel sottopassaggio. Con buona pace dei giusti attacchi del primo cittadino e della pazienza degli abitanti, che hanno visto di nuovo maltrattare uno dei simboli di Parma.

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