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Missionarie saveriane uccise in Burundi: arrestato un 50enne africano, viveva a Parma da anni. Delitto maturato negli ambienti della polizia segreta - Video

Indagine al via dopo l'articolo della Gazzetta di Parma del 28 settembre 2024 sulla presentazione del libro di Giusy Baioni

Missionarie saveriane uccise in Burundi nel 2014: arresto un 50enne africano a Parma

26 Febbraio 2026, 08:39

I carabinieri del comando provinciale di Parma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Parma su richiesta della Procura nei confronti di un 50enne africano gravemente indiziato di partecipazione al triplice omicidio delle tre suore saveriane in Burundi.

I militari dell'Arma hanno arrestato Guillaume Harushimana, 50enne originario del Burundi, accusato di essere coinvolto nell’omicidio delle missionarie Olga Raschietti, 83enne, Lucia Pulici, 75enne, e Bernardetta Boggian, 79enne. Le tre suore furono brutalmente assassinate in Burundi, nel quartiere Kamenge di Bujumbura, nella loro sede religiosa. Le prime due furono uccise colpendole con un oggetto contundente e con un taglio alla gola nel pomeriggio del 7 settembre 2014, mentre la terza (che era fuori sede durante il primo delitto) fu decapitata la notte seguente, riponendone poi il capo reciso accanto al corpo. 

Al 50enne, arrestato a Parma, viene contestato il ruolo di istigatore, co-organizzatore logistico dei delitti: secondo gli inquirenti le suore sono state uccise per aver espresso il rifiuto di collaborare per l’aiuto alle milizie burundesi in Congo. Secondo gli investigatori, il 50enne avrebbe svolto sopralluoghi, prestato garanzie sulla disponibilità di denaro destinate agli esecutori, avrebbe recuperato la chiave per entrare nell’abitazione delle suore, avrebbe acquisito camici da chierichetti da far indossare agli assassini per non far sorgere sospetti sulla loro presenza all’interno della missione.

Sulla vicenda vi è stata una tripla fase di accertamenti: la prima, nella sostanziale immediatezza dei fatti; la seconda nel 2018; la terza, a partire dall’autunno del 2024, articolata in una serie di accertamenti durati all’incirca un anno. L’indagine della Procura di Parma è iniziata dopo la presentazione in città, il 27 settembre 2024, del libro “Nel cuore dei misteri”, della giornalista Giusy Baioni. Dopo l'articolo della Gazzetta di Parma del 28 settembre 2024, intitolato “Parma chiede giustizia per le tre saveriane uccise”, è stato aperto un fascicolo. L'indagine fra Parma e il Burundi è stata complessa, fino all'arresto del 50enne questa mattina, portato in carcere in via Burla. 



Omicidio maturato nell'ambiente della polizia segreta del Burundi (la video-intervista al procuratore)
«L'omicidio delle tre missionarie è maturato negli ambienti della polizia segreta del Burundi, un clima di terrore ha attraversato le indagini», ha detto il procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino, nel corso della conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto di uno dei soggetti coinvolti nel brutale assassinio delle tre suore italiane in Burundi nel 2014.
I carabinieri hanno arrestato il 50enne Guillaume Harushimana, originario del Burundi ma a Parma da diversi anni. «Il mandante - ha spiegato D’Avino - sarebbe il generale Adolphe Nshimirimana», un alto ufficiale militare del quale Guillaume Harushimana, era uno stretto collaboratore (il generale è stato ucciso in seguito a un omicidio con movente politico). 
In un primo momento furono sgozzate suor Olga Raschietti e suor Lucia Pulici, mentre la terza vittima (suor Bernardetta Boggian) era andata a ricevere altre consorelle all’aeroporto. Durante la notte, rientrate le sorelle nell’abitazione (mentre la Polizia rimase all’esterno dei locali a presidiare) fu eseguito il terzo omicidio. Suor Bernardetta Boggian fu decapitata: gli esecutori - è emerso oggi - erano rimasti nascosti all’interno dell’edificio, si allontanarono travestiti da poliziotti con divise che sarebbero state loro fornite dalla polizia segreta. 

Il caso di 12 anni fa
Le missionarie Olga Raschietti, 83enne di Montecchio Maggiore (Vicenza), Lucia Pulici, 75enne di Desio (Monza e Brianza) e Bernardetta Boggian, 79enne di Padova, furono brutalmente assassinate in Burundi, nel loro convento alla periferia di Bujumbura, la capitale del Paese africano dove le religiose saveriane erano impegnate da sette anni. Furono massacrate tra il 7 e l’8 settembre 2014. Un caso che colpì molto l’opinione pubblica anche per l’efferatezza dei delitti. Sotto choc la diocesi di Parma alla quale le consorelle appartenevano.
Suor Olga Raschietti e suor Lucia Pulici furono uccise nel pomeriggio del 7 settembre 2014. L’assassino le ha sgozzate e poi si è accanito sul cadavere di una di loro colpendone ripetutamente il viso con una pietra. La terza vittima, suor Bernardetta Boggian, è stata invece uccisa nella notte tra il 7 e l8. Era stata lei a ritrovare in una pozza di sangue i cadaveri delle consorelle, ma aveva deciso di non abbandonare l'alloggio, scelta che probabilmente la consegnò nelle mani dell’assassino o degli assassini. Anche per lei una fine cruenta. Fu uccisa e decapitata. Il suo capo reciso fu posto vicino al cadavere.
Sono sepolte nei pressi della città di Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, nel cimitero di Panzi, vicino ad altri missionari che sono morti o sono stati uccisi nella regione africana.
Appena dopo i delitti fu arrestato in Burundi un 33enne, Christian Claude, perché - come riferì la Polizia - era convinto che il convento dove vivevano le religiose era stato costruito su un terreno che apparteneva ai suoi genitori. Un arresto che però già 12 anni fa fu bollato come «depistaggio». Le indagini si riaprirono nel 2024. 

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