CARABINIERI
I carabinieri del comando provinciale di Parma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Parma su richiesta della Procura nei confronti di un 50enne africano gravemente indiziato di partecipazione al triplice omicidio delle tre suore saveriane in Burundi.

Al 50enne, arrestato a Parma, viene contestato il ruolo di istigatore, co-organizzatore logistico dei delitti: secondo gli inquirenti le suore sono state uccise per aver espresso il rifiuto di collaborare per l’aiuto alle milizie burundesi in Congo. Secondo gli investigatori, il 50enne avrebbe svolto sopralluoghi, prestato garanzie sulla disponibilità di denaro destinate agli esecutori, avrebbe recuperato la chiave per entrare nell’abitazione delle suore, avrebbe acquisito camici da chierichetti da far indossare agli assassini per non far sorgere sospetti sulla loro presenza all’interno della missione.
Sulla vicenda vi è stata una tripla fase di accertamenti: la prima, nella sostanziale immediatezza dei fatti; la seconda nel 2018; la terza, a partire dall’autunno del 2024, articolata in una serie di accertamenti durati all’incirca un anno. L’indagine della Procura di Parma è iniziata dopo la presentazione in città, il 27 settembre 2024, del libro “Nel cuore dei misteri”, della giornalista Giusy Baioni. Dopo l'articolo della Gazzetta di Parma del 28 settembre 2024, intitolato “Parma chiede giustizia per le tre saveriane uccise”, è stato aperto un fascicolo. L'indagine fra Parma e il Burundi è stata complessa, fino all'arresto del 50enne questa mattina, portato in carcere in via Burla.
Il caso di 12 anni fa
Le missionarie Olga Raschietti, 83enne di Montecchio Maggiore (Vicenza), Lucia Pulici, 75enne di Desio (Monza e Brianza) e Bernardetta Boggian, 79enne di Padova, furono brutalmente assassinate in Burundi, nel loro convento alla periferia di Bujumbura, la capitale del Paese africano dove le religiose saveriane erano impegnate da sette anni. Furono massacrate tra il 7 e l’8 settembre 2014. Un caso che colpì molto l’opinione pubblica anche per l’efferatezza dei delitti. Sotto choc la diocesi di Parma alla quale le consorelle appartenevano.
Suor Olga Raschietti e suor Lucia Pulici furono uccise nel pomeriggio del 7 settembre 2014. L’assassino le ha sgozzate e poi si è accanito sul cadavere di una di loro colpendone ripetutamente il viso con una pietra. La terza vittima, suor Bernardetta Boggian, è stata invece uccisa nella notte tra il 7 e l8. Era stata lei a ritrovare in una pozza di sangue i cadaveri delle consorelle, ma aveva deciso di non abbandonare l'alloggio, scelta che probabilmente la consegnò nelle mani dell’assassino o degli assassini. Anche per lei una fine cruenta. Fu uccisa e decapitata. Il suo capo reciso fu posto vicino al cadavere.
Sono sepolte nei pressi della città di Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, nel cimitero di Panzi, vicino ad altri missionari che sono morti o sono stati uccisi nella regione africana.
Appena dopo i delitti fu arrestato in Burundi un 33enne, Christian Claude, perché - come riferì la Polizia - era convinto che il convento dove vivevano le religiose era stato costruito su un terreno che apparteneva ai suoi genitori. Un arresto che però già 12 anni fa fu bollato come «depistaggio». Le indagini si riaprirono nel 2024.
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