Hostaria da Ivan

29 aprile 2014, 15:34

  • Tipologia/ Food
    Osteria
  • Indirizzo/ Address
    Via Villa, 24 – Fontanelle
  • Località/ Where
    Roccabianca
  • Telefono/ Telephone
    0521 870113
  • Chiusura/ Closed
    Lunedì e martedì - Monday and Tuesday
  • Osteria
  • Via Villa, 24 – Fontanelle
  • Roccabianca
  • 0521 870113
  • Lunedì e martedì - Monday and Tuesday
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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Tutti siamo stati, ormai da 20 anni, più o meno vittime di Ivan e della sua osteria con l’h -«porta bene» dice, e peggio per gli snob. Da qualche tempo locanda, con la nebbia e i controlli sulla strada non si sa mai, in una grande casa risistemata sempre a Fontanelle: vittime, complice la moglie Barbara, di una coinvolgente ospitalità, di una contagiosa disposizione a trasformare in festa una semplice merenda, un pranzo tranquillo. E anche, bisogna dirlo, della sua competenza e conoscenza di prodotti: dai vini e distillati, ai salumi, alle cose buone che rendono bella una tavola. Un oste a tutto tondo, insomma, gentile e trascinante, ma che conosce anche l’arte di stare in disparte, che vi farà accomodare nella veranda affacciata sul giardino o, se lo avrete richiesto, nel tavolo della cantina della «salumoterapia» (l'ultima follia che s'è inventato) tra bottiglie preziose «in sonno» ed esemplari di salumi fuori misura in maturazione.

La cucina, i piatti

La cucina è lo spazio di Barbara, cuoca autodidatta, che nel tempo ha affinato il suo talento rimanendo fedele ad un’idea di cucina centrata sui sapori, alleggerita nei condimenti, rivelatrice di uno stile leggero, di controllata fantasia e di quanto l’esperienza le ha insegnato. Alcuni piatti delle origini sono, secondo stagione, sempre in carta e ora col vezzo, per lo «storico» guanciale al Barolo, di scrivervi accanto la data d’esordio: 1994. Sono delle origini, e sono diventati stemma dell’osteria, il tosone in pancetta e le pestate di lardo con vari aromi sulla polenta fritta; non mancano le giardiniere di casa e i finocchi crudi come fossero puntarelle (con olio, aglio e acciuga). Il culatello Dop è corretto, ma nulla più; molto buono il prosciutto Dop 30 mesi; buono il salame della Bassa, dolce e non rifermentato, servito con la pelle - anche Ivan a volte si distrae. E con gli antipasti (12-18 euro) s'è finito. Non è ancora ora di tortelli col tarassaco e allora ecco quelli ripieni di verza, cotechino e ricotta su crema di patate, ecco i saporosi e morbidi stracci di pasta verde con bagna cauda di peperone e acciuga su lieve salsa di Taleggio oppure le croccanti lasagne con ragù e fonduta al Parmigiano. Dopo i primi (11-13 euro), chi ce la fa assaggi il guanciale di manzo al Barolo con polenta gratinata al rosmarino o la trippa dolce di verdure, il fegato in retina, la carne piemontese battuta coi suoi condimenti (11-16 euro).

Per finire

I dolci, molto curati (7 euro), sono una passione della cuoca: lo zabaione al Marsala, il semifreddo al mandarino, il moretto al torroncino, il gelato alla crema. Ottima cantina, grandi distillati e un conto per quattro piatti di circa 50 euro (bevande escluse). Menu esposto, coperto 1 euro, ingresso e bagni comodi, parcheggio interno. 20/3/2014

English version below

Hostaria da Ivan, flavours and aromas for gourmets

By now it’s 20 years that we’ve all been relative victims of Ivan and his osteria with the “h” – “it looks good” says he, and tough luck for the snobs. An inn for some time and still in Fontanelle ? what with the fog and the police spot checks along the road you never know ? in a large renovated house: victims, that is, thanks also to his wife Barbara, of a beguiling hospitality, of a contagious tendency to transform a simple snack or a quiet lunch into a party. And also, it has to be said, of his competence and knowledge of products: from wines and spirits to cold meats, to all the good things that can grace a table. An all-round host, in short, kind and infectiously keen, but who also knows the art of leaving people alone, who will show you onto the veranda overlooking the garden or, if you’ve so requested, to the table in the cellar used for “cold meat therapy” (the latest vagary he’s come up with) among the precious “dozing” bottles and examples of outsize salamis and other cold meats left to ripen.
The cuisine, the dishes.
The kitchen is the domain of Barbara, a self-taught chef, who has refined her talent over time while remaining faithful to an idea of cooking centred around flavours, light on condiments, revealing a subtle style of controlled imagination and what experience has taught her. Some of the original dishes are, according to the season, still on the menu and now with the habit of writing their date of debut next to them, for the “historic” Guanciale al Barolo: 1994. These are the originals, the Tosone in Pancetta and the Pestate di Lardo with mixed herbs on fried polenta, and they have become the emblem of the osteria; there is no lack of home-made pickled vegetables and raw fennel prepared the way chicory is usually served locally (with oil, garlic and anchovies). The PDO Culatello is fair, but no more than that; excellent the 30-month-old PDO ham; a fine salami from the Bassa plain, sweet and not re-fermented, served in its skin ? even Ivan gets distracted at times. And for the starters (€12-18) that’s it. It’s not yet time for Tortelli col Tarassaco (filled pasta with dandelions) so here they are with savoy cabbage, Cotechino sausage and Ricotta on creamed potatoes, here too are mouth-watering soft strips of green pasta with a Bagna Cauda of peppers and anchovies on a light Taleggio cheese sauce or crispy lasagne with meat sauce and Parmesan fondue. After the first courses (€11-13), those who still have room try out the Guanciale al Barolo (beef cheek in Barolo wine) with polenta gratinée and rosemary, or the sweet tripe with vegetables, liver in retina, meat from Piedmont chopped with its condiments (€11-16).
To finish up: The very well made sweets (€7) are a passion of the chef: Zabaglione al Marsala, soft mandarin ice cream, Moretto al Torroncino featuring nougat, milk cream ice cream. Excellent wine list, idem the choice of spirits, and a bill for four dishes around 50 Euros (excluding drinks). Menu on display, cover charge €1, easy-access entrance and toilets, own car park. 20/3/2014