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Il «tagliando»: i controlli utili (e inutili) dopo i 40

Il «tagliando»: i controlli utili (e inutili) dopo i 40

di Monica Rossi

30 Giugno 2021,09:35

Risponde Michele Riva direttore Medicina interna ospedale Maggiore

Prevenire è meglio che curare? Sempre. Ma al netto degli screening di routine previsti dal SSN e degli esami periodici cui dovremmo sottoporci superata una certa soglia di età, vale l’antico adagio che «in media stat virtus». E cioè: è giusto avere un occhio di riguardo per la nostra salute, ma mai eccedere e soprattutto correre a farsi fare ecografie, lastre o prelievi quando non si presenta la necessità. 


«Se  si  è giovane e ci si sente bene, perché sottoporsi a una lunga trafila di esami? Questa routine, cosa potrà mai dirci? - avvisa il primario di Medicina interna dell’Ospedale Maggiore di Parma, Michele Riva -. Certo, l’attenzione alla salute non deve mai essere messa in seconda piano, ma sono anche dell’idea che non esista uno spartiacque rigido. Dipende molto, infatti, dalle condizioni generali di ciascuno di noi: se si hanno delle co-morbilità, dei fattori di rischio o se per un qualunque motivo scatta un campanello d’allarme, allora è bene rivolgersi al medico e procedere con degli accertamenti». 

Un giovane in salute, insomma, sportivo e che conduce uno stile di vita corretto, con una dieta sana e bilanciata, può tranquillamente farne a meno fino ai 40 anni. «Il discorso cambia invece per chi pratica sport,  magari  a livello agonistico, e allora in questo caso gli esami vengono fatti di routine dalla federazione sportiva che ha tesserato l’atleta, che a livello amatoriale ed è iscritto a una società (compresa la palestra dove si praticano pesi, corsi di aerobica, spinning, etc, ndr), per la quale un ECG sotto sforzo (importante, ad esempio, per individuare eventuali anomalie del ritmo) e un certificato di sana e robusta costituzione sono previsti per legge». 


Lo specialista, però, poi aggiunge: «Tuttavia, al netto degli esami che si sono eseguiti per svariati motivi, dai 50 anni in poi comincerei a prendere in considerazione l’idea di fare degli approfondimenti, il primo dei quali è il check-up cardiologico. Importanti sono anche l’emocromo, la funzionalità epatica e renale, la foresi delle proteine, la glicemia, lo studio dell’assetto lipidico, cioè i valori di trigliceridi e colesterolo, e la pressione sanguigna». 
La cadenza? «Dipende, se si è in salute e non ci sono problemi, farei questi controlli ogni biennio. Se però si è sovrappeso, fumatori e si conduce uno stile di vita sedentario, il check-up andrebbe eseguito una volta l’anno e in questo caso aggiungerei anche uno screening dei grossi vasi quali la carotide per scongiurare eventuali patologie che potrebbero compromettere il flusso sanguigno» raccomanda lo specialista. 


Discorso completamente diverso, invece, se per check-up entriamo nella sfera degli screening salvavita previsti dal SSN per intercettare eventuali neoplasie e poterle curare precocemente prima che possano fare danni irreparabili. «Sono importantissimi e raccomando di rispettare le scadenze - avverte Riva -. Mammografie per il cancro al seno, pap test per intercettare eventuali tumori al collo dell’utero, o altre alterazioni che col passare degli anni potrebbero diventare tali, non hanno età: questi esami andrebbero fatti fin dalla giovinezza, soprattutto quelli che chiamano in causa la ricerca del papilloma virus». 


Parimenti importanti, dopo i 40 anni, sono lo screening per il cancro alla prostata o del colon-retto. «Da non trascurare, a mio avviso, soprattutto per le donne e anche in età giovanile, la funzionalità tiroidea perché spesso sottostimata». Sintomi come aumento di peso, irregolarità del ciclo mestruale, affaticamento, aumentata sensibilità al freddo, e ancora tachicardia, ansia, perdita di peso, insonnia, tremore delle mani possono essere spie di perdita di funzionalità tiroidea o di eccessiva produzione di ormoni tiroidei.


 Gli esami, in questo caso, testano gli ormoni nel sangue e comprendono: TSH (ormone stimolante la tiroide), tiroxina (fT4) e triiodotironina (fT3). Dopo la menopausa, e soprattutto se si ha famigliarità, le donne non trascurino la MOC per misurare la quantità di calcio presente nelle ossa. 
«Ci sono poi tutta una serie di esami che andrebbero fatti, a mio avviso, in un secondo momento, e cioè dopo che grazie agli esami di routine sono state riscontrate patologie specifiche: penso ad esempio all’ecografia dell’addome», che permette di individuare possibili masse anomale, dalle cisti ai tumori e si prescrive per individuare o escludere anche la presenza di patologie di altra natura, come pancreatiti, calcoli biliari, cirrosi o nefriti. 


«A una certa età, oltre i 50 anni, se insorgono disturbi specifici, bene fare anche visite di controllo oculistiche (per scongiurare, ad esempio, le maculopatie) e audiometriche», dichiara Riva, che poi aggiunge: «Ricapitolando, se si è giovani e in salute, eviterei ogni sorta di eccesso e non andrei a cercare il freddo per il letto: quando la “macchina” non gira, infatti, uno se ne accorge. Detto ciò, non ho nulla da obiettare se una persona vuole vivere serenamente e, grazie magari a un’assicurazione sanitaria, decide di sottoporsi annualmente a un check-up completo eseguibile in pochi giorni. Queste formule non sono solo operazioni commerciali: ve ne sono anche in convenzione con l’Asl, dove si possono fare tutti gli esami diagnostici raccomandati senza lunghe attese. Penso ad esempio alla formula check-up proposta dalla Casa della Salute di viale Mentana». 

© Riproduzione riservata

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