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Perdita dell'udito, come riconoscere i segnali. E curarla

Perdita dell'udito, come riconoscere i segnali. E curarla

09 Settembre 2020,10:42

Isabella Spagnoli

La sordità ed i disturbi uditivi costituiscono un serio problema medico e sociale, ancora oggi sottovalutato, nonostante ne sia interessato oltre il 12% della popolazione. Enrico Pasanini, direttore della struttura complessa Otorinolaringoiatria e Otoneurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, spiega: «La sordità interessa in modo importante l’età infantile nella quale può provocare severe alterazioni nello sviluppo del linguaggio e conseguenti problematiche nella comunicazione e nell’equilibrio psicologico, oltre a gravi situazioni di disagio familiare. Le cause più frequenti di sordità infantile sono genetiche (rappresentano oltre il 50% dei casi) oppure sono determinate da patologie che si sviluppano durante la gravidanza (malattie materne, infezioni virali, fumo, alcool), da sofferenze fetali o perinatali, nei parti distocici e nei neonati pretermine. Le infezioni (come toxoplasmosi, rosolia, cytomegalovirus, herpes zooster, parotite acuta epidemica, morbillo, varicella, scarlattina,) a qualsiasi età, prima e dopo la nascita, possono costituire un rischio grave per la funzione uditiva». 
 IL BIMBO TARDA A PARLARE
Pasanisi spiega che il bambino con diminuita capacità uditiva si disinteressa agli stimoli sonori domestici, si mostra particolarmente distratto, si isola e presenta un ritardo del linguaggio. «In tutti questi casi è indispensabile una diagnosi precoce che viene effettuata mediante uno screening uditivo neonatale e controlli audiologici strumentali specialistici, nei primi mesi e anni di vita; in base alla gravità e al tipo di sordità, si potrà eventualmente prescrivere una corretta protesizzazione acustica – sottolinea -. Nelle sordità più severe, ipoacusie profonde o totali bilaterali, i bambini privati delle afferenze acustiche non potranno sviluppare il linguaggio e sarebbero destinati al “sordomutismo”. In questi casi, per riabilitare la funzione uditiva si applica l’impianto cocleare, una protesi elettronica molto sofisticata in grado di stimolare direttamente il nervo acustico per mezzo di elettrodi, che vengono collocati chirurgicamente all’interno della coclea. I risultati sono straordinari e i bambini possono così avere efficaci stimoli acustici e, grazie anche alla riabilitazione logopedica, sviluppare e migliorare il linguaggio». 
 IPOACUSIA NEGLI ADOLESCENTI
Pasanisi spiega, inoltre, che in età evolutiva, la causa più frequente di ipoacusia, è rappresentata dall’otite media secretiva, di regola bilaterale, determinata da un versamento siero-mucoso nell’orecchio medio, secondaria ad una disfunzione tubarica e favorita da un’ipertrofia adenoidea. 
 I DANNI DEL RUMORE
Parliamo ora del trauma acustico e del rumore. «Il problema dell’inquinamento acustico ambientale interessa milioni di cittadini di tutte le età e può provocare in maniera subdola una ipoacusia progressiva e disturbi importanti anche a carico di altri organi – spiega Pasanisi -. L’ipoacusia può colpire i ragazzi, (che hanno stili di vita ed abitudini ricreative sbagliate, basti pensare a quando ascoltano la musica ad alto volume con gli auricolari) o l’età lavorativa a causa dell’esposizione al rumore. Il trauma acustico acuto, come uno scoppio o un colpo d’arma da fuoco, lesiona le cellule cocleari e determina un’ipoacusia percettiva spesso irreversibile. In particolari contesti lavorativi, in presenza di elevati livelli di rumore ambientale, sono indispensabili i dispositivi di protezione individuale, in grado di prevenire il trauma acustico cronico».
TRAUMI CRANICI
 Il professore aggiunge poi che esistono i traumi cranici, a seguito di incidenti stradali o sul lavoro, con possibile frattura dell’osso temporale e conseguente sordità di vario tipo, emotimpano (versamento di sangue nell’orecchio medio) e otorragia (sangue nel condotto uditivo esterno). 
MAI TRASCURARE LE OTITI
Un discorso a parte meritano le otiti, infiammazioni batteriche dell’orecchio medio, acute e croniche, trascurate o mal curate, che possono comportare gravi ipoacusie, ricorrenti episodi di otalgia (dolore auricolare) e otorrea (secrezione dal condotto di essudato muco prulenta), lesioni della membrana timpanica (perforazioni, retrazioni ed aderenze timpaniche), della catena ossiculare (fissità, erosioni, timpanosclerosi); nelle forme più gravi si può sviluppare un colesteatoma che determina erosioni ossee o complicanze anche gravi (otomastoiditi, labirintiti, paralisi del nervo facciale, ascessi, meningiti). 
«Nelle otiti medie croniche, negli esiti e in presenza di complicanze, oltre alla terapia medica, è necessario ricorrere alla microchirurgia otologica, che consente di curare e rimuovere la patologia e di ricostruire l’apparato timpano-ossiculare e quindi migliorare o risolvere la componente trasmissiva della sordità», conclude Pasanisi.
 

© Riproduzione riservata

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