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Lei e il desiderio

Il delicato rapporto delle donne con il sesso, fra età della vita, maternità, emozioni. E mancate affinità

Lei e il desiderio

di Antonella Cortese

02 Dicembre 2021,21:26

La bellezza della vita si manifesta attraverso tante cose diverse e tra queste la sessualità assume un ruolo molto importante. Il sesso offre la possibilità di unirsi al partner in un unico respiro, di conoscersi e riconoscersi attraverso l’altro, gratificandosi e accrescendo sia la fiducia reciproca che quella in sé stessi. La sessualità evolve con noi, attraversando le diverse tappe evolutive cambia seguendo le fasi della vita. Parlando al femminile, abbiamo chiesto a Ilaria Lauriola, dirigente medico specialista in ginecologia ed ostetricia dell'Ausl di Parma, Distretto Parma centro consultori, di spiegarci come cambia la sessualità nel tempo e in particolare il desiderio.
«Il desiderio sessuale, che è il primum movens nella sessualità, subisce anch’esso delle fisiologiche modificazioni nel corso della vita direttamente collegate allo stato ormonale, come, ma non solo, si verifica nel corso della gravidanza ed in menopausa - – spiega Lauriola - In particolare la gravidanza ed il post-partum creano nella coppia ruoli e competenze nuove, nonché cambiamenti fisici ed emotivi nella donna, andando ad influenzare il benessere sessuale ed il desiderio sessuale. Il decremento di quest’ultimo però può essere mitigato dalle esperienze relazionali positive che provoca la gravidanza nella coppia».
Per una donna, quali sono i meccanismi che producono la risposta sessuale?
I tre elementi che costituiscono il “circuito della risposta sessuale” sono: il cervello, le emozioni ed il corpo. Questi tre elementi hanno una valenza differente per ogni individuo e coppia ma spesso nella donna la componente emotiva ha un peso maggiore rispetto all’uomo.
Può capitare che il sesso non sia più un piacere…
Ogni persona ha una visione differente del piacere (es. condivisione con il partner, orgasmo, ecc.) quindi il sesso può diventare “sgradevole” per diversi aspetti, i quali possono avere una causa sia biologica che psicologica-relazionale. Il dolore è una delle più frequenti richieste d’aiuto delle donne. Questo può avere diverse cause: l’atrofia vulvo-vaginale (tipica della menopausa come conseguenza ad uno stato di ipoestrogenismo prolungato), vulvodinia (dolore vaginale durante i rapporti), ipertono del pavimento pelvico, endometriosi, nevralgie.
Ma quando è il desiderio a mancare?
Il sesso può perdere di piacere anche quando viene meno la componente del desiderio. Essendo la risposta sessuale un circuito questa può essere interrotta a più livelli, ad esempio per il dolore. Ma sentimenti come rabbia, risentimenti, ansia da prestazione, possono influire sulle emozioni dell’individuo e rendere così la sessualità spiacevole. In egual misura pensieri distraenti come problematiche lavorative, economiche, di salute possono influire negativamente sulla sessualità. Le problematiche che ne conseguono sono quindi il disturbo del desiderio, dell’eccitazione, dell’orgasmo e le terapie da mettere in atto sono sia sul piano medico (farmacologico) che psicologico.
Come possiamo aiutare la sessualità?
La parola chiave è condividere, sia esso il piacere o il problema. La condivisione è la base per la funzionalità della coppia e quando un problema viene condiviso dalla coppia si trova anche la motivazione, in caso di bisogno, a rivolgersi a figure specializzate come medici ginecologi, ostetriche, psicologici, fisioterapisti.
Esiste l’equivalente del Viagra per le donne?
Il Viagra, o meglio il principio attivo denominato sildenafil, non ha una risposta analoga a quella dell’uomo nelle donne e l’uso di tale farmaco non è indicato nella donna poiché non sono ancora stati condotti studi adeguati e ben controllati. Sono però disponibili terapie mediche per l’atrofia vulvo vaginale ed una nuova frontiera terapeutica è il DHEA (ormone precursore degli ormoni maschili e femminili) intravaginale utile nelle donne che non rispondono alla terapia ormonale sistemica o per quelle donne che non trovano sufficienti vantaggi dai soli estrogeni locali. Inoltre, esistono terapie come la riabilitazione del pavimento pelvico, ormonali o laser in grado di migliorare condizioni patologiche e pertanto generare un percorso di riavvicinamento positivo alla sessualità.

© Riproduzione riservata

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