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Cuore in pericolo con livelli di vitamina D insufficienti

Valori nella norma riducono fino al 6,3% rischio cardiovascolare

Cuore in pericolo con livelli di vitamina D insufficienti

13 Dicembre 2021,15:41

La carenza di vitamina D non è solo dannosa per la salute delle ossa ma aumenta anche il rischio di malattie cardiovascolari. Lo sostiene uno studio condotto da ricercatori dell’University of South Australia pubblicato sullo European Heart Journal, secondo cui sarebbe sufficiente riportare i valori di vitamina ai livelli fisiologici per ridurre il rischio di malattie cardiache di circa il 5%.


La vitamina D è coinvolta in diversi processi fisiologici: il ruolo più noto è quello di regolare l’assorbimento di calcio e fosforo, favorendo la formazione e mineralizzazione dell’osso. Tuttavia, «bassi livelli di vitamina D sono stati associati a un più alto rischio di malattie cardiovascolari e morte», scrivono i ricercatori israeliani che, per confermare questa ipotesi, hanno passato in rassegna i dati genetici e clinici di oltre 250 mila cittadini britannici seguiti in un ampio programma di studio.


L’analisi ha scoperto che per ogni incremento di 10 nmol/L nei livelli di vitamina D nel sangue si registrava una riduzione dell’1,6% del rischio di malattie cardiovascolari; nei casi di carenza più grave il rischio di malattia cardiaca risultava addirittura raddoppiato. Inoltre, la ricerca ha stimato che riportando i livelli di vitamina D a quella che è considerata la soglia fisiologica di 50 nmol/L si ha una riduzione del rischio di cardiopatie del 4,4%, che sale fino al 6,3% si si raggiungono le 100 nmol/L.
«I nostri risultati sono entusiasmanti in quanto suggeriscono che se riusciamo ad aumentare i livelli di vitamina D entro i livelli normali, dovremmo anche influenzare i tassi di malattie cardiovascolari», ha affermato la coordinatrice dello studio Elina Hyppoenen.


Il meccanismo principale di produzione di vitamina D nell’essere umano è l’esposizione solare; meno . La maggior parte degli alimenti contiene scarse quantità di vitamina D, pertanto la sola dieta non può esserne considerata una fonte adeguata.

© Riproduzione riservata

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