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PREVENZIONE

«Fumo, obesità, stili di vita. E tenere d'occhio la familiarità»

Parma è un'eccellenza europea e presto sarà dotata di un nuovo Centro oncologico

«Fumo, obesità, stili di vita E tenere d'occhio la familiarità»

di Antonella Cortese

22 Maggio 2022,10:20

Nominare le parole «tumore» o «cancro» suscita sempre un po’ di timore, ci piacerebbe poterle eliminare dal vocabolario e, con esse, rimuovere definitivamente la malattia.

Ma qualcosa di positivo c’è perché negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante sotto molti punti di vista. Ne parliamo con Francesco Leonardi, direttore della struttura complessa Oncologia medica e del dipartimento Medico generale e specialistico di Azienda ospedaliera universitaria di Parma.

Perché ci si ammala di cancro?

«Ci sono diversi motivi. Preciso, intanto, che il cancro è una malattia causata dall’alterazione genetica di cellule inizialmente normali. Un elemento non trascurabile per lo sviluppo della malattia è la familiarità, cioè la tendenza dei familiari dei pazienti ad avere la stessa patologia a causa di alterazioni genetiche che vengono trasmesse perlopiù di madre in figlia, e questo è un settore sul quale lavoriamo da 25 anni a Parma, in particolare su tumori di mammella e ovaio».

Quali sono le condizioni che innescano l’alterazione genetica?

«Le alterazioni dei geni possono essere provocate dal fumo per il 30%, da obesità per l’ulteriore 30%, quindi per più del 60% le cause derivano da abitudini voluttuarie, da alimentazione scorretta e stili di vita non appropriati. La genetica è una piccolissima quota pari al 3-5% come anche l’inquinamento che agisce dal 2 al 5% oltre a infezioni, radiazioni, uso di alcol, ecc».

Perché certi individui, a parità di stile di vita, si ammalano di cancro e altri invece sembrano esserne immuni?

«Non siamo certo tutti uguali, ma le cattive abitudini e lo stile di vita non corretto alla fine presentano il conto. Ovviamente molto dipende dalla fragilità dei propri geni. Faccio spesso l’esempio del vicino di casa che a 80 anni fuma e sembra essere immune dalla malattia, ma in realtà questo non significa che non svilupperà mai un tumore ai polmoni, solo che probabilmente saranno altre patologie a intervenire prima».

Il cancro può essere considerato una malattia genetica?

«È molto raro e l’incidenza è veramente minima, ma si può ereditare una predisposizione più o meno spiccata a causa della familiarità; ad esempio, se in famiglia ci sono zie, nonne o parenti stretti che hanno sviluppato la malattia, controllando il gene Brca si può capire il rischio, che può essere elevato. Ha fatto scalpore il caso di Angelina Jolie che decise di fare una mastectomia bilaterale di profilassi per evitare il rischio di sviluppare il tumore alla mammella nel corso della vita, vista la positività al test».

Si può fare prevenzione?

«Parliamo di prevenzione primaria quando agisco sui rischi diretti, quindi smetto di fumare, conduco uno stile di vita adeguato (alimentazione, attività fisica) e così riduco la possibilità di ammalarmi. Un capitolo molto importante è quello della diagnostica, che certo non mi impedisce di avere la malattia, ma mi permette di diagnosticarla in una fase molto precoce e su alcune patologie più la diagnosi è veloce, prima posso fare cure guaritive o meno mutilanti. Il tumore della mammella è l’esempio tipico: oggi il 90% delle pazienti guarisce dopo cinque anni».

Nella nostra città è stato fondato nel 1974 uno dei primi Centri di oncologia italiani e un registro dei tumori provinciale, una banca dati alla quale fanno riferimento anche specialisti stranieri.

«Parma è centro di eccellenza europea per lo studio di alcuni farmaci che chiamiamo “Lazzaro”, proprio perché hanno un’efficacia su pazienti avanzati che dopo 15 giorni rispondono alla terapia. Aggiungo che Parma si è dotata di un percorso di prossimità di cura, nei centri oncologici periferici e Case della salute. Oltre alla costruzione di un nuovo centro oncologico, all’interno dell’ospedale di Parma, che sarà ultimato entro il 2024 su una superficie di 9000 mq, sei piani, che metterà insieme laboratori oncologici di ricerca, oncologia, radioterapia ed ematologia in un’unica struttura con al centro il paziente».

© Riproduzione riservata

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